Di Maio attacca Vladimir Putin: “La guerra ha nome e cognome”. Impossibile evacuare gli italiani in Ucraina

La quarta giornata di guerra in Ucraina sta per volgere al termine: in serata Luigi Di Maio ha fatto il punto della situazione, sollevando preoccupazioni circa gli italiani ancora bloccati nel Paese. Stando alle ultime notizie, si continua a combattere e le sirene risuonano a Kiev. C’è attesa per l’annunciato incontro tra delegati di Russia e Ucraina vicino al confine bielorusso: Zelensky è scettico, ma il mondo spera che le che parti possano avvicinarsi, specie dopo le minacce a sfondo nucleare di Vladimir Putin.

Luigi Di Maio contro Putin: “È lui l’aggressore

Il Ministro degli Esteri Luigi di Maio è intervenuto durante la puntata di Che tempo che fa di Fabio Fazio.

Qui, ha fatto il punto della situazione, attaccando apertamente Vladimir Putin, l’uomo che ha riportato la guerra in Europa e che sta spingendo gli equilibri internazionali oltre il punto di rottura. Per Di Maio, “questa guerra ha un nome e un cognome: Vladimir Putin“. Il Ministro ha voluto distinguere il presidente dal suo popolo: “C’è una società civile russa che sta protestando nelle piazze dove è vietato anche facendosi manganellare, a sostegno dei fratelli ucraini. L’Ucraina non è un luogo lontano, è Europa“. Sempre su Putin, ha aggiunto: “È bravissimo a fare la vittima, ma nessuno lo ha aggredito, è lui l’aggressore“.

Di Maio si è mostrato poi scettico sui negoziati annunciati per domani mattina, proprio come il presidente Zelensky, il premier Boris Johnson e l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Joseph Borrell: i negoziati si potranno fare “se sono reali e leali” ha detto, augurandosi che non si tratti solo di “provocazioni“.

Impossibile evacuare gli italiani da Kiev e Ucraina

Nello stesso contesto, Di Maio ha aggiornato sulla situazione dei nostri connazionali rimasti in Ucraina: “Il nostro ambasciatore a Kiev Pierfrancesco Zazo mi ha chiesto di restare, con lui nella residenza ci sono 100 italiani“.

Non solo, però: “Ci sono circa 1.900 italiani in tutta l’Ucraina. In questo momento non si può evacuare nessuno“. Proprio la situazione di palese emergenza umanitaria in corso sarà al centro dei lavoro di domani all’Onu: “Domani al Consiglio di sicurezza – ha annunciato il Ministro – ci sarà un’importante iniziativa su una tregua umanitaria, chiediamo un cessate il fuoco per evacuare donne e bambini“.

Sanzioni anche per la Bielorussia: l’UE compra armi per la prima volta

L’Italia, come tutta l’Europa, teme che Vladimir Putin possa non fermarsi solo all’Ucraina e volgere le proprie mire verso altri Paesi europei. Anche per questo, l’UE sta intensificando le sanzioni e le contro misure: Ursula von der Leyen ha annunciato la chiusura dello spazio aereo di tutta l’Unione ai russi.

Inoltre, verrà proposto ai leader europei un bando per tutti i veicoli di proprietà russa. Contestualmente, l’Europa è pronta a sanzionare anche “l’altro aggressore in questa guerra, il regime di Aleksandr Lukashenko, che è complice dell’attacco feroce all’Ucraina“.

La Bielorussia potrebbe quindi sperimentare le stesse sanzioni – blocco dello Swift e degli asset finanziari ed economici – della Russia: l’UE vuole bloccare le esportazioni di combustibili minerali, tabacco, legno e legname, cemento, ferro e acciaio, così come di merce a duplice uso, civile e militare.

La von der Leyen, inoltre, ha sottolineato un punto di per sé storico: “È caduto un altro tabù, che l’Europa non fornisce armi durante una guerra. Lo facciamo, perché viviamo in tempi senza precedenti: fronteggiamo la peste della guerra, come nei tempi biblici. E non finirà qui“. Infine, l’ONU ha convocato una sessione d’emergenza dell’assemblea per la prima volta dal 1982.

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