Volodymyr Zelensky, Vittorio Feltri: “La cosa che non ha detto? Perché non si è ancora dimesso”

Vittorio Feltri, direttore di Libero, dedica il suo video editoriale di oggi a Volodymyr Zelensky che stamattina ha parlato al Senato di fronte a tutto il Parlamento italiano. Il presidente ucraino ha ricostruito quello che è successo nel suo Paese, ma nessun mea culpa. “La cosa che Zelensky non ha detto”, tuona Feltri, “è il motivo per il quale non si è dimesso dopo qualche giorno di guerra”.

“Oggi siamo al 27 giorno di bombardamenti, quindi ha avuto anche tempo per meditare e avrà visto che il suo Paese è stato massacrato: ci sono migliaia e migliaia di vittime”. Altra cosa che fa notare Feltri è che non si non si dice mai è che tutti gli uomini ucraini, dai 16 ai 60 anni sono obbligati a battersi perché è un ordine superiore a cui bisogna obbedire. “Non mi sembra molto democratico”, puntualizza Feltri facendo notare che “sarebbe stato molto meglio che Zelensky, subito dopo la prima cannonata, si fosse dimesso per lasciare il campo libero alle operazioni di pace che sarebbero state molto più semplici. Invece insiste nel fare appello all’eroismo del popolo ucraino che non riesco a capire se combatte perché obbligato a fare l’eroe o i combattenti siano eroi per scelta personale”.

Poi Feltri punta il dito verso i nostri politici: “L’Ucraina sta andando a pezzi e non mi sembra un buon risultato per Zelensky. Mi auguro che qualcuno glielo dica, invece anche nel nostro Parlamento sono tutti proni ad applaudire all’eroismo del popolo ucraino”. “Gli eroi sono importanti certo, perché danno il buon esempio”, conclude il direttore, “però si diventa eroi quando il proprio nome finisce su una lapide e di solito sono lapidi cimiteriali. Non mi sembra un buon risultato”.

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