Nei guai il braccio destro di Zingaretti. L’assessore D’Amato accusato di «danno erariale»

Soldi presi da una onlus e dirottati sulla propria campagna elettorale. E neanche pochi: ben 275mila euro che sono costati ad Alessio D’Amato l’accusa di danno erariale da parte della Corte dei Conti. D’Amato è tutt’altro un carneade. Nella geografia romana e laziale del Pd è un vero peso massimo. Non per niente Nicola Zingaretti, di cui è fidatissimo braccio destro, gli ha affidato la più importante delega regionale: la Sanità. La vicenda comincia ben 15 anni fa. A quell’epoca D’Amato è capogruppo comunista alla Pisana. Ma è, soprattutto, il vicepresidente della Fondazione Italia-Amazzonia, una onlus nata per difendersi i diritti dell’Amazzonia e del suo popolo, nonché rappresentante legale e presidente dell’associazione politica Rosso-Verde.

D’Amato ha la delega alla Sanità

Secondo il Tempo, autore dello scoop, a beneficiare dei fondi messi a disposizione della onlus era l’associazione politica Rosso-Verde. In pratica, i finanziamenti regionali erogati a favore dell’Amazzonia li utilizzava, per finalità politico-elettorali, l’Associazione di cui D’Amato era vicepresidente. Sul punto indagò in passato anche la Procura di Roma ipotizzando il reato di truffa aggravata. Finì tutto in una bolla di sapone per intervenuta prescrizione nel 2016. Oltre a D’Amato, erano imputati anche tre suoi stetti collaboratori: Barbara ConcutelliEgidio Schiavetti, e Simona Sinibaldi.

Per la Corte dei Conti ha distratto 275mila euro ai fini elettorali

Circostanza  singolare: pur essendosi costituita parte civile nel processo, la regione Lazio si guardò bene dal tentare di recuperare la somma perduta. Al contrario Zingaretti ha promosso sul campo D’Amato, affidandogli la Sanità regionale. Chi non ha mollato la presa è invece la magistratura contabile del Lazio che ha passato al setaccio i bilanci regionali relativi al biennio 2005-2006. I 275mila euro al centro della disputa giudiziaria sarebbero dovuti essere destinati al progetto Iniziative di conoscenza, solidarietà e difesa della cultura delle popolazioni Indio-Amazzoniche. Il finanziamento erogato, secondo la Guardia di Finanza, però, sarebbe stato «dolosamente distratto».

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