MARTINA PATTI, È SUCCESSO IN CARCERE: CONDIZIONI DI SALUTE MOLTO PREOCCUPANTI

Prima il rapimento inscenato per far credere a tutti che sua figlia, Elena Del Pozzo, fosse stata rapita da 3 uomini incappucciati, poi l’agghiacciante verità, al culmine di un interrogatorio serrato. Incalzata, sotto pressione dagli inquirenti, ha sputato il rospo, ammettendo di aver ucciso lei la piccola, a coltellate, ben 11 secondo quanto riportato dall’autopsia del medico legale Ragazzi.

Il corpicino mostrava tutti i fendenti…. un corpicino martoriato, una morte lenta, sino a chiuderla in sacchetti di plastica neri da spazzatura, di quelli staccati da un rotolo che aveva in casa. E poi la sepoltura, nello stesso campo incolto di Mascalucia, a pochi metri dalla villetta dove vivevano, prima di rientrare a casa a bordo della sua Fiat 500, come ripreso dalle telecamere di videosorveglianza.

Da allora sono 2 settimane che la 23enne, accusata di omicidio premeditato pluriaggravato e di occultamento di cadavere, si trova rinchiusa in isolamento nella sua cella del carcere di piazza Lanza, a Catania .

Il tentativo di mascherare l’uccisione dietro il sequestro è crollato, il suo castello di bugie idem e per lei si sono aperte le porte dell’istituto penitenziario, mentre proseguono a ritmo serrato le indagini sul caso perché ci sono ancora tanti punti oscuri, come l’arma del delitto che non è ancora stata ritrovata.

Sono 2 settimane che è finita la sua libertà; giorni in cui non ha manifestato alcun segno di pentimento, chiedendo solo di poterle recapitare i libri per terminare gli studi universitari, mancandole pochi esami alla chiusura del suo ciclo di studi in infermieristica all’Università di Messina.

Nell’ultima puntata di Quarto Grado, di venerdì 24 giugno, Gianluigi Nuzzi ha continuato a parlare del delitto di Mascalucia. Uno degli inviati del programma ha affrontato il tema condizioni di salute della 23enne. Da ciò che ha raccontato, Martina Patti è ancora in isolamento, sorvegliata 24 ore su 24 e si continua a temere che possa suicidarsi o che possa essere aggredita da altre detenute.

Gli investigatori pensano che alla bambina possa aver somministrato sostanze stupefacenti che avrebbero, in un certo senso, sedato le atrocità subite nella sua morte lenta. Per rispondere a questo punto occorrerà attendere l’esito dell’esame tossicologico. Quanto ha sofferto la piccola Elena? Cosa ha patito nei suoi ultimi istanti di vita?

Sono i dubbi che un po tutti ci poniamo dinnanzi ad una mattanza del genere, perpetrata da chi l’ha portata in grembo per 9 lunghi mesi. E’ tempo di dare una risposta a questi interrogativi perché c’è un padre orfano, Alessandro Del Pozzo, che attende di sapere nient’altro che la verità, travolto dalla disperazione per aver perso la sua ragione di vita, per mano della sua ex.

L’amore può davvero mutare in ritorsione nei confronti di un’innocente? Perché a pagare il prezzo con la vita sono sempre gli innocenti, i fragili, i deboli? In tanti, dal 13 giugno, si chiedono proprio questo.

Il legale della Patti, Gabriele Celesti, ha dichiarato che la giovane donna: “Non è serena!”. Diverso è il profilo della 23enne delineato dal gip Daniela Monaco Crea che, definendola lucida e calcolatrice, ne ha disposto la custodia cautelare in carcere poiché potrebbe uccidere ancora, fuggire o anche inquinare le prove.

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