“Il Don Gnocchi di Milano ha taciuto sui casi di coronavirus”: i lavoratori denunciano la struttura

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Diciotto lavoratori dell’Istituto Palazzolo – Fondazione Don Gnocchi di Milano hanno denunciato la struttura, accusandola di “diffusione colposa di epidemia”. Secondo i lavoratori, infatti, l’Istituto avrebbe nascosto casi di coronavirus nel personale in servizio e avrebbe anche impedito l’utilizzo di mascherine “per non spaventare l’utenza”.

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La denuncia dei lavoratori del Don Gnocchi

Oltre ai vertici del Palazzolo, la denuncia riguarda anche l’Ampast, la cooperativa di lavoratori socio sanitari che opera all’interno della struttura milanese. I 18 lavoratori che l’hanno firmata – fanno sapere i legali che li rappresentano – sono quasi tutti positivi e almeno uno sarebbe ricoverato all’Ospedale Sacco. Ma “con grande senso civico hanno voluto sottoscrivere la denuncia anche alcuni lavoratori negativi al tampone, pur sapendo di rischiare il posto di lavoro”, ha spiegato l’avvocato Romolo Reboa, che rappresenta i lavoratori insieme ai colleghi Massimo Reboa e Gabriele Germano, tutti appartenenti allo studio legale internazionale Reboa Law Firm, particolarmente impegnato nella difesa dei diritti sociali.

L’avvocato Reboa: “Non si può mettere a rischio la salute”

Anche questi lavoratori “ritengono non si possa rimanere inerti allorché, in una struttura ospedaliera, si mette a rischio la salute dei lavoratori e dei pazienti“, ha sottolineato ancora l’avvocato Reboa, secondo il quale l’azienda, che proprio sul tema coronavirus aveva già subito le critiche dei sindacati di base, avrebbe messo in atto anche comportamenti discriminatori tra i proprio dipendenti e quelli della cooperativa Ampast.

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