Coronavirus, Sirchia: «L’Italia aveva il tempo per prepararsi ma non l’ha fatto. Ha agito in ritardo»

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L’atto di accusa di Girolamo Sirchia è durissimo. «L’Italia si è trovata impreparata nel bel mezzo del problema e con l’epidemia già in casa. Avevamo il tempo necessario a prepararci mentre l’epidemia avanzava in Cina, ma non lo abbiamo fatto. La comunicazione è stata gestita malissimo e questo ha seminato panico e confusione. Non ultimo, questa crisi ha fatto emergere il disastro provocato da una gestione economicistica della sanità, con tagli indiscriminati negli ultimi 10 anni».

Sirchia: «L’Italia non è stata previdente, un errore enorme»

Non usa mezzi termini l’ex ministro della Salute interpellato dall’Adnkronos Salute. «L’Italia», aggiunge Sirchia, «non è stata capace di essere previdente. Non ha messo in campo il Centro di controllo delle malattie del Dipartimento prevenzione del ministero. E non si è preparata in tempo. Quello che ora stanno ripetendo paesi come Francia, Belgio o Gran Bretagna che stanno sottovalutando l’epidemia. Questi paesi non stanno imparando la lezione dagli eventi come noi stessi non l’abbiamo appresa. E questo èstato il primo grande errore».

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Quei tagli indiscriminati sulla Sanità

Il professor Sirchia nel 2003 si trovò a gestire, come ministro della Salute nel secondo governo Berlusconi, l’epidemia di Sars. Oggi, a 86 anni, presiede ancora l’associazione Amici del Policlinico di Milano donatori di sangue. «Il secondo punto è che abbiamo avuto per 10 anni dei tagli indiscriminati sulla sanità. Sono stati generati da ideologie assolutamente sbagliate che speriamo non si ripetano nel futuro». Oltre al fatto che in questo caso «non si sa chi comanda: lo Stato, le Regioni, la Protezione civile, i Comuni, i Commissari e i Super commissari».

«Troppo potere dato alla Cina»

«Un’altra imprevidenza pazzesca», aggiunge, «è stata quella dell’economia, che ha portato alla chiusura delle nostre aziende dando sempre più potere alla Cina». Una bocciatura sonora va poi alla gestione della comunicazione di questa epidemia. «Ha creato solo tanta confusione, paure, terrore inconsulto. E quando le cose non sono più razionali, non si riesce a controllare più niente».

Sirchia: «Gente improbabile nei dibattiti tv»

«Bisognava farlo prima con una comunicazione adeguata, fatta da gente autorevole che sa cosa dice. Se parlano tutti e ognuno dice cose diverse, se si continuano a fare dibattiti in tv con la gente più improbabile, questo confonde. E alimenta il panico», conclude Sirchia.

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