“Violenza dopo la festa per la Serie C”: a processo tre ex giocatori

Sono iniziate oggi le udienze presso il tribunale di Asti relative al procedimento a carico di tre ex calciatori dell’Associazione Sportiva Bra, accusati di aver commesso violenza sessuale di gruppo. La vicenda si riferisce ai fatti avvenuti nella serata del 30 maggio 2025, durante i festeggiamenti per la promozione della squadra in Serie C.
Gli imputati, Fausto Perseu, Alessio Rosa e Christ Jesus Mawete, oggi non più tesserati con il club piemontese, hanno chiesto il rito abbreviato e si sono detti disponibili a essere interrogati. La loro posizione è al centro di un procedimento che si svolge davanti al tribunale di Asti, con la partecipazione della parte civile rappresentata dall’avvocato Luca Cavallo.
Secondo quanto ricostruito dall’accusa, una studentessa universitaria ventenne di Torino sarebbe stata aggredita sessualmente nell’appartamento condiviso dai calciatori, dopo aver trascorso la serata nei locali del centro storico di Bra, in provincia di Cuneo. La giovane ha riferito di aver inizialmente accettato di seguire uno dei calciatori interessata a lui, ma di aver esplicitamente rifiutato l’idea di un rapporto di gruppo. Tuttavia, durante la notte, si sarebbe trovata costretta a subire atti sessuali da parte di più persone, in una situazione di grave violenza.
Il racconto della vittima è stato supportato da elementi come foto e video, realizzati durante l’episodio e successivamente condivisi tra i membri della squadra in una chat con il messaggio “We are champs”. Tra le accuse, emerge anche quella di diffusione illecita di immagini sessuali, il cosiddetto revenge porn, contestata ad uno degli imputati.
Le indagini sono state avviate subito dopo la denuncia della ragazza, che si è presentata all’Ospedale Sant’Anna di Torino accompagnata da un’amica. Da lì è partita l’inchiesta coordinata dal pm Davide Greco della Procura di Asti. Sono stati sequestrati gli smartphone dei calciatori e raccolte testimonianze di altri membri della squadra, mentre la giovane e i suoi familiari si sono costituiti parte civile.
Durante le fasi investigative, la vittima ha subito ripetuti ricoveri ospedalieri a causa di tentativi di suicidio, conseguenza del trauma subito. Attualmente è seguita da specialisti e ha ripreso gradualmente le attività accademiche.
Nel procedimento, gli avvocati degli imputati, Gianluca De Bonis, Alessandro Buccieri e Andrea Rosso, hanno sollevato dubbi sulla veridicità di alcune parti del quadro accusatorio, sostenendo che emergeranno incongruenze durante il giudizio. La difesa si è detta fiduciosa di dimostrare, al termine del rito abbreviato, l’estraneità totale dei tre calciatori rispetto alle accuse mosse.
Il processo proseguirà nelle prossime settimane, mentre l’opinione pubblica e le istituzioni sportive attendono sviluppi su uno dei casi più drammatici degli ultimi tempi nel panorama calcistico dilettantistico piemontese.




