Vespa sbotta in diretta a Porta a Porta: interviene il Pd. “Inaccettabile, Rai prenda le distanze”

Le pareti dello storico studio di Porta a Porta hanno tremato sotto i colpi di uno scontro senza precedenti, trasformando una serata di approfondimento politico in un vero e proprio ring mediatico. Bruno Vespa, solitamente padrone di casa dai modi felpati e misurati, è letteralmente esploso contro il deputato del Pd Peppe Provenzano. La miccia è stata accesa da una battuta dell’esponente dem sulla presunta parzialità del conduttore, un affronto che Vespa non ha digerito, reagendo con una furia che ha lasciato attoniti spettatori e presenti. Il giornalista ha perso completamente le staffe, puntando il dito contro l’ospite e intimandogli il silenzio con toni che hanno immediatamente scatenato un terremoto politico ai piani alti di Viale Mazzini, portando il Partito Democratico a parlare di una reazione “inaccettabile e sproporzionata”.

Il video della sfuriata

— GiuCri28 (@GiuCri13) April 9, 2026

“Stia zitto!”: lo scontro verbale che infiamma la Vigilanza Rai

Tutto è iniziato quando Vespa ha ripreso Provenzano per aver interrotto Lucio Malan, capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato. Al commento del dem sulla natura “democratica” dello studio, il conduttore ha inizialmente replicato con una sfida ironica: “Vuole venire al posto mio?”. Tuttavia, la risposta piccata di Provenzano, che ha suggerito a Vespa di sedersi dalla parte di Malan e del direttore di Libero Mario Sechi, ha scatenato l’ira funesta: “Questo non glielo consento – ha urlato Vespa – Lei deve trovare una trasmissione, che in maniera isterica, con quello che vedete in giro sulla par condicio… Non glielo consento! Non glielo consento! Ha fatto una battuta, se la poteva risparmiare. La prego adesso stia zitto”.

La reazione del Partito Democratico è stata immediata e durissima, chiedendo alla Rai una “netta presa di distanza” dai toni usati. Per Sandro Ruotolo, responsabile informazione del Pd, l’episodio è gravissimo perché “un giornalista intimi il silenzio a un parlamentare della Repubblica è un fatto inaccettabile. Porta a porta non può trasformarsi in una ‘quarta camera’ senza regole, né tantomeno in uno spazio in cui il conduttore diventa protagonista e arbitro politico”. Secondo Ruotolo, quanto accaduto segna un limite che impone una riflessione profonda sulla governance del servizio pubblico: “È tempo di restituire dignità al servizio pubblico”, ha concluso, sottolineando come l’informazione pagata dai cittadini non possa piegarsi a logiche di potere o nervosismi politici legati all’esito del recente referendum.

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