Mamma costretta a dare alla luce una bimba senza vita: le parole dell’ostetrica

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Una donna è stata costretta a partorire una bambina senza vita, ma le parole dell’ostetrica che l’ha seguita l’hanno colpita per sempre. In un momento di grande dolore ha trovato qualcuno pronto a starle accanto.

Mamma costretta a partorire una bimba senza vita: il dolore della donna

Raramente le persone parlano pubblicamente di un aborto spontaneo. Raccontare la propria storia è sempre molto difficile, soprattutto quando riguarda questo argomento. Gli aborti spontanei sono molto più diffusi di quanto si possa immaginare, ma l’argomento sembra ancora un tabù. Per molte persone è difficile parlare di un’esperienza così dolorosa, nonostante parlarne potrebbe essere la soluzione per affrontare il dolore e aiutare altre donne che vivono la stessa situazione. Rachel Whalen è una donna che sa cosa significa avere un aborto spontaneo e che ha voluto raccontare la sua storia. La donna ha vissuto un aborto poco prima del parto, quando aveva già pianificato tutto ed era convinta che tutto andasse per il meglio. Rachel, per sua fortuna, ha trovato grande affetto e grande sostegno mentre affrontava uno dei momenti più brutti della sua vita. Non ha ricevuto solo il supporto di famiglia e amici, ma anche degli infermieri e delle ostetriche che ha conosciuto in ospedale.

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Mamma costretta a partorire una bimba senza vita: le parole dell’ostetrica

Rachel ha voluto esprimere grandi ringraziamenti nei confronti del personale sanitario che ha avuto la fortuna di incontrare in un momento così brutto. Ha ringraziato gli infermieri per averla salvata, con grande compassione e umanità. Li ha ringraziati perché si sono presi cura di suo marito, mentre rimaneva in ospedale accanto a lei. “Grazie all’infermiera che è venuta con me quando è arrivato il momento di andare in sala parto. Grazie per aver parlato per me quando io non potevo farlo perché ero troppo impegnata a lottare per la mia vita. Non sono sicura che sarei sopravvissuta se tu non fossi stata lì con me” ha scritto la donna. Ha ringraziato anche l’infermiera che le ha insegnato a mettere il ghiaccio nel reggiseno per evitare la fuoriuscita del latte e per averla abbracciata quando non riusciva a smettere di piangere. Ha ringraziato anche chi l’ha aiutata a lavarsi e pettinarsi, un gesto semplice ma molto importante. Ciò che più l’ha colpita, però, sono state le parole di un’ostetrica, che si è avvicinata a lei e le ha chiesto di Dorothy (la sua bambina). “Grazie per aver capito quanto fosse importante che mia figlia fosse reale nonostante se ne fosse già andata. Non dimenticherò mai il modo in cui sei venuta lì, come se fossimo amiche, e mi ha chiesto: ‘Ti va di parlami di lei?’” ha scritto Rachel.

Mamma costretta a partorire una bimba senza vita: i ringraziamenti

Le parole dell’ostetrica l’hanno colpita molto, ma anche la sensibilità di tutto il resto del reparto. Ha ringraziato l’infermiera che ha vestito la figlia e le ha scattato una foto e tutto il personale per aver imparato i loro nomi ed essersi presi cura di lei. “Grazie all’infermiera sgattaiolata nella mia stanza la mia prima notte senza mia figlia per potermi stringere la mano. Grazie per avermi raccontato la storia di tuo figlio, anche lui nato morto. Grazie per essere stata la prima persona a condurmi fuori dall’isolamento che si prova dopo la perdita di un figlio. La tua presenza sembrava troppo bella per essere vera. Non sono ancora convinta di non averti sognata solo per poter riuscire a superare quella notte” ha scritto la donna. Infine, ha ringraziato tutti gli infermieri che l’hanno seguita durante la sua seconda gravidanza e dopo la nascita della figlia Frances. “Voi sapevate che la nascita di Frances non mi avrebbe resa mamma per la prima volta ma madre di due bambine” ha scritto Rachel.

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