Cina, esperimento choc: far partorire topi maschi

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Un’istituzione scientifica cinese ha ultimamente pubblicato una relazione in cui annuncia di avere eseguito su dei topi di laboratorio un esperimento rivoluzionario, subito bollato “alla Frankenstein” dalle ong animaliste. Il dipartimento di Medicina dell’univesità della Marina, istituzione ubicata a Shanghai, ha infatti rivelato in questi giorni che i suoi ricercatori sono riusciti a “costringere a partorire” dei “roditori maschi“. Tale gravidanza indotta dall’uomo su animali di sesso maschile è terminata con successo al culmine di uno studio di laboratorio svoltosi in quattro fasi.

In base alla ricostruzione dell’esperimento fatta dagli scienziati cinesi, il primo passaggio dello studio pionieristico è consistito nell’unire un ratto maschio castrato e un esemplare femmina incinta “attaccando” delle porzioni di pelle di uno alle corrispondenti aree cutanee dell’altra. Una volta “cuciti” i tratti di pelle dei due animaletti, fino a renderli dei veri e propri “gemelli siamesi”, i ricercatori cinesi si sono quindi assicurati che gli animali uniti “condividessero il sangue”.

La seconda fase del test è stato il trapianto nel corpo di quel topo maschio di una porzione dell’utero della femmina, per poi, quale terzo passaggio, impiantare sempre nell’esemplare maschio gli embrioni sviluppatisi nel corpo della femmina incinta. Il quarto e ultimo momento dell’iter sperimentale ha invece implicato un’attesa, da parte degli scienziati orientali, di tre settimane e mezzo, per monitorare l’andamento della gravidanza “maschile” e si è poi concluso con l’esecuzione di un “parto cesareo”.

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Dopo che il ratto maschio aveva partorito, i ricercatori di Shanghai hanno proceduto a separarlo dall’esemplare femmina, per accertare allora quanto tempo sarebbe sopravvissuto il primo in seguito a quel “traumatico” esperimento riproduttivo. Nonostante le mutilazioni subite e nonostante quella gravidanza innaturale, il roditore in questione è vissuto fino a tre mesi dopo il test incriminato. Quanto ai cuccioli nati dal maschio grazie alla gravidanza indotta dall’uomo, i luminari cinesi hanno affermato di recente che i primi sarebbero venuti alla luce senza malformazioni e sarebbero giunti all’età adulta senza mostrare alcun problema di salute. Tuttavia, nel momento in cui era stato eseguito il parto cesareo citato in precedenza, gli esperti, ammette la medesima relazione, avevano rinvenuto nell’utero impiantato nel ratto maschio anche dei feti morti con “caratteristiche anomale”, come “morfologia e colore diversi rispetto ai feti normali” oppure “atrofia egonfiore della placenta”.

La gravidanza artificiale in questione, recita il rapporto pubblicato dall’università asiatica, è stata finora replicata in tanti altri topi maschi, sempre con esiti soddisfacenti. Di conseguenza, i ricercatori di Shanghai, in tale documento, esultano affermando: “La nostra ricerca rivela che è possibile un normale sviluppo embrionale negli animali mammiferi maschi e potrebbe avere un profondo impatto sulla ricerca sulla biologia riproduttiva”.

L’azzardo effettuato sui topi dagli esperti cinesi ha ovviamente fatto infuriare le organizzazioni a difesa dei diritti degl ianimali, che accusano tali luminari di avere perpetrato un vero e proprio crimine contro la natura e contro la salute delle cavie da laboratorio. In particolare, l’ong americana People for the Ethical Treatment of Animals (Peta), per bocca della sua rappresentante Emily McIvor, ha definito “vile” il pionieristico studio cinese e ha in seguito condannato la ricerca dicendo che gli animali non dovrebbero essere trattati come “articoli usa e getta”. L’esponente animalista ha successivamente tuonato: “In questo vile studio, dopo essere stati castrati e attaccati con la forza a un ratto femmina, i topi maschi sono stati tagliati, è stato impiantato loro un utero e degli embrioni sono stati inseriti in esso; tutto per stabilire se potevano ‘con successo’ produrre feti. Questi esperimenti scioccanti sono guidati esclusivamente dalla curiosità e non fanno nulla per approfondire la nostra comprensione del sistema riproduttivo umano. Gli animali meritano di essere rispettati e lasciati in pace, non allevati in laboratorio, strapazzati e trattati come articoli usa e getta.” La McIvor ha affondato il colpo dicendo: “Unire chirurgicamente due esseri senzienti, che hanno sopportato mutilazioni e settimane di sofferenza prolungata, non è etico e rientra nel regno della scienza alla Frankenstein“.

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