Bimbo di 3 anni straziato dal mal di pancia: muore in sole 48 ore

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Dal Regno Unito stanno emergendo nuovi particolari sull’incredibile morte di un bambino inglese di tre anni, venuto a mancare a giugno nel giro di sole 48 ore, straziato da terribili dolori alla pancia.

In base a recenti dichiarazioni rilasciate dai genitori della vittima, che stanno attualmente pubblicizzando eventi in ricordo del bimbo, quest’ultimo sarebbe infatti morto in preda a un gravissimo tormento addominale nonostante non avesse mai sofferto di particolari problemi di salute.

Il piccolo Jude Chinn, in base a recenti testimonianze dei familiari, sarebbe appunto morto per una subdola e improvvisa anomalia intestinale, diagnosticatagli dai medici che hanno provato a salvarlo. Tutto era cominciato nella notte del 3 giugno, quando Jude, dopo essere andato a letto mostrando piena salute, iniziava a manifestare sintomi di un forte mal di pancia. Nel recente racconto di quegli istanti fatto alla stampa inglese da Laura, la mamma del piccolo, emerge tutta la costernazione dei genitori davanti al repentino malessere del bambino: “Stava bene, non aveva particolari condizioni di salute o altro; è andato a letto appena dopo aver fatto una videochiamata con suo nonno e suo zio. Un’ora dopo si lamentava di un mal di pancia ed è stato male per tutta la notte. Al mattino stava molto male. Abbiamo telefonato per chiedere aiuto ed è stato portato d’urgenza all’ospedale di Musgrove Park dove hanno cercato di capire cosa stava succedendo”.

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Dopo una notte passata tra dolori e vomito, il malcapitato veniva così trasportato d’urgenza dai genitori presso il Musgrove Park Hospital di Taunton, nel Somerset, nel sudovest dell’Inghilterra. Lì, il personale sanitario attribuiva inizialmente a un attacco di diabete tale dolore sofferto da Jude, ma, dopo avere sottoposto ad esami più approfonditi l’addome del paziente, accertava nel bambino una “torsione intestinale”. Con la scoperta di quella gravissima patologia intestinale, si rendeva necessario il trasferimento d’urgenza del bimbo presso il Bristol Children’s Hospital, dove Jude veniva immediatamente operato. Tuttavia, il delicato intervento non produceva alcun miglioramento nel bambino, ma veniva anzi seguito da un peggioramento delle condizioni di salute del malcapitato. Per il paziente non c’è stato quindi più nulla da fare e il personale sanitario ne ha confermato il decesso il 5 giugno, ossia dopo 48 ore dal manifestarsi dei sintomi e dopo 24 ore di lotta in ospedale contro la malattia.

Laura ha ricostruito con le seguenti parole la tragedia familiare capitatale: “Hanno scoperto che c’era del liquido che non avrebbe dovuto essere lì ed è stato sottoposto d’urgenza ad un intervento chirurgico dove hanno dovuto tagliare parte del suo intestino poiché era necrotico”. La donna, nel ricordare davanti ai giornalisti quei terribili momenti, non ha però finora mai espresso rabbia o lanciato accuse verso i medici delle strutture sanitarie presso cui il figlio è stato ricoverato, ma, al contrario, li ha sempre ringraziati per avere cercato in ogni modo di salvare la vita a Jude. Per organizzare eventi pubblici in ricordo del bambino scomparso, i genitori di quest’ultimo stanno conducendo una raccolta-fondi su Internet e la prima manifestazione dedicata al ricordo del bimbo sarà un’escursione di quasi 1400 chilometri, dall’estremo nord-est dell’isola, ossia dalla località scozzese di John o’ Groats, fino a Land’s End, il punto più a ovest della Gran Bretagna, in Cornovaglia. Tale tratta record dovrà essere percorsa in nove giorni dai partecipanti all’evento in memoria di Jude.

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