Castel Romano, i rom rifiutano la quarantena e prendono a sassate i volontari del Sant’Egidio

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Situazione esplosiva. I rom del campo di  Castel Romano hanno inveito i contro  i volontari della Comunità di Sant’Egidio lanciando loro  sassi e oggetti contundenti. Erano venuti a distribuire  generi alimentari di prima necessità agli ospiti della baraccopoli. La tensione è salita alle stelle quando del tutto inaspettatamente è scattata la rabbia e la “sassaiola”. I motivi della rivolta riguardano “le proteste dei nomadi sottoposti agli obblighi di quarantena”.

Follia rom, rifiutano la quarantena

Come sappiamo è insorta giorni fa una bomba virale di coronavirus nel campo rom di Castel Romano. E la lista dei contagiati sarebbe cresciuta, tra positivi e contatti, di una dozzina di unita, nelle ultime 24 ore”, specifica il sindacato. L’aggressività dei rom ha imposto agli operatori della comunità e alle due pattuglie di Polizia Locale di interrompere la distribuzione e di abbandonare subito l’interno del campo

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Rom , Castel Romano focolaio Covid

Il contesto si fa sempre più delicato. Al  tristemente noto campo rom della via Pontina si trova fisso un presidio ella Polizia Locale. Ed  è stato rinforzato in seguito al focolaio di Coronavirus registrato in un nucleo familiare dell’area (12 positivi fra cui 4 bimbi). Ricordiamo che a  seguito del decesso di uno degli abitanti del campo la Asl Rm1 ha sottoposto a tampone i 500 abitanti della baraccopoli. Il  risultato è stato allarmante in termini numerici. Il campo è a tutti gli effetti un focolaio. La maggior parte dei positivi è rappresentata da minori, anche molto piccoli.

La situazione non è più sostenibile. Il Sulpl (Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale), tramite il Segretario Romano Aggiunto Marco Milani- leggiamo sul sito Roma today – “chiede l’immediata istituzione di un tavolo di confronto con  Amministrazione e Comando per definire una volta per tutte, modalitá operative, di tutela   e di intervento del personale impiegato nel campo”. Negli ultimi giorni gli agenti si sono trovati a passare dalla semplice vigilanza al controllo delle persone che, pure in isolamento sanitario “purtroppo quotidianamente” continuano ad uscire, violando le norme.

Gli agenti del Sulpl: “Noi senza protezioni”

“Nessuna formazione, nessun protocollo operativo su come comportarsi in caso di inottemperanza è stato dato al nostro personale, né tanto meno forniture di dispositivi di protezione individuale in numero maggiore o  diversi, rispetto a quelli forniti a qualsiasi altra pattuglia. L’episodio di oggi conferma come all’interno del campo la situazione rischi di divenire esplosiva e la Polizia Locale non puó ne deve essere lasciata sola”,  ha concluso  Milani.

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