Inchiesta sull’origine del Covid in Italia: il vero start della pandemia nel nostro Paese

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L’attenzione finora si è concentrata soprattutto su Wuhan, la città cinese da cui è partita la pandemia: un fenomeno di trasmissione naturale dai pipistrelli agli uomini, oppure un incidente nel laboratorio dell’Institute of virology of Wuhan? Non abbiamo ancora una risposta.

L’Organizzazione mondiale della Sanità si prepara ad avviare un’altra indagine nella città cinese, dopo quella del febbraio del 2021, giudicata «poco più di una farsa» dal Dipartimento di Stato americano.

L’inchiesta della Procura di Bergamo sull’origine del Covid

L’inchiesta della Procura di Bergamo sull’origine del Covid in Italia prosegue fra nuovi sviluppi e sospetti atroci che dovranno essere asseverati in punto di diritto e procedura: i magistrati stanno indagando su tutta una serie di documenti ufficiali che retrodaterebbero l’arrivo del Coronavirus a ben prima del caso zero a Codogno.

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Nel fascicolo per epidemia colposa, il Coronavirus è certificato già in una cartella clinica datata 17 febbraio 2020. Nel report sanitario sono citati sintomi come “dispnea, tosse, febbre, versamento pleurico e sfumati addensamenti parenchimali, con aspetto a vetro smerigliato nel polmone sinistro”. La Tac era stata fatta il 26 gennaio, ma l’uomo di origine cinese che la fece e che fu ricoverato in provincia di Bergamo non fu mai sottoposto a tampone.

Il virologo Fabrizio Pregliasco lo aveva definito un caso “sospetto” durante una puntata di Fuori dal Coro di qualche giorno fa. Da questo punto di vista le presunte responsabilità, tutte da accertare per tabulas, responsabilità di esponenti dell’allora governo Conte sono oggetto di verifica certosina da parte dei magistrati.

Per lungo tempo gli scienziati hanno scartato l’ipotesi che il virus potesse essere stato prodotto nei laboratori di Wuhan. Per quale motivo? Solo per ragioni scientifiche o ci sono altre cose che meriterebbero di essere chiarite? Per esempio i finanziamenti del governo americano alla “Eco Health Alliance“, un’organizzazione statunitense guidata da Peter Daszak, uno degli zoologi più in vista che partecipò alla prima ispezione dell’Oms a Wuhan.

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