Il “pennivendolo” di Repubblica che insulta Verona? Ha la scorta pagata dagli italiani (e dai veronesi)

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ha innescato una polemica non indifferente per la sua infelice uscita sul nubifragio di Verona e per le sue scuse che in realtà non erano affatto tali, piuttosto ribadivano il concetto con toni diversi. L’inviato di Repubblica è sotto scorta dopo le minacce ricevute in seguito alle inchieste su neofascisti ed estrema destra, ma ciò non toglie che stavolta è nel torto. Al punto che Twitter ha deciso di rimuovere il suo post che ha ricevuto numerose segnalazioni: non vi è però la certezza, perché c’è chi sostiene che sia stato il diretto interessato a cancellarlo. Ma ciò non cambia la sostanza delle cose: “Sono vicino a Verona e ai veronesi per il nubifragio che ha messo in ginocchio la città – aveva scritto Berizzi – i loro concittadini nazifascisti e razzisti che da anni fomentano odio contro i più deboli e augurano disgrazie a stranieri, negri, gay, ebrei, terroni, riflettano sul significato di karma”. Poi ha corretto il tiro con quelle che dovrebbero essere delle scuse: “Sono sicuro che la maggioranza dei veronesi, a differenza di una minoranza di odiatori seriali ben noti in città, abbia capito il senso del mio messaggio. Ribadisco la mia piena, totale e incondizionata solidarietà a tutti i cittadini di Verona colpiti dal nubifragio ieri”.

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