Morta nonna Peppina, volto simbolo del terremoto del 2016 che aveva lottato per riavere la sua casa

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Addio nonna Peppina, è morta oggi la figura simbolo del terremoto del 2016 che aveva colpito anche le Marche. La donna era nota per la lotta iniziata per restare nella casetta provvisoria, dopo che era stata costretta ad abbandonarla perché dichiarata inagibile. Nonna Peppina non ne voleva sapere di soluzioni alternative, lei voleva restare nel paese dove era nata e cresciuta, San Martino di Fiastra, e alla fine ce l’aveva fatta. La sua tenacia aveva commosso il Paese intero, tant’è che nonna Peppina era stata rinominata la nonna d’Italia.

Morta nonna Peppina: la nonna coraggio che rivoleva la sua casa

Fra una settimana Giuseppa Fattori, conosciuta in tutta Italia come nonna Peppina, avrebbe compiuto 99 anni.

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Era diventata il simbolo dei terremotati marchigiani, originaria di San Martino di Fiastra dopo il terremoto era stata costretta a lasciare la sua terra per poi tornare in un’abitazione provvisoria.

Successivamente questa era stata dichiarata inagibile, dopo sfratti e denunce la famiglia era però riuscita a restituirle un tetto in quelle terre. I funerali si terranno alle 15 di sabato 20 novembre presso il santuario Beato Ugolini di Fiegni (Fiastra).

La battaglia di nonna Peppina per riavere la sua casa

La battaglia di Giuseppa Fattori aveva coinvolto anche la politica nazionale, infatti, per permetterle di tornare nella sua casetta e realizzare così il desiderio della donna di vivere gli ultimi anni a Fiastra, era stata approvata la legge detta “Salva Peppina”.

Giuseppa Fattori aveva combattuto questa battaglia con a fianco le figlie Agata e Gabriella, che l’hanno sempre sostenuta. Lo scorso febbraio il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella l’aveva insignita del titolo di Commendatore della Repubblica.

Come si legge su Cronache Maceratesi, il sindaco di Fiastra, Sauro Scaficchia ha ricordato così nonna Peppina: “Abbiamo perso una testimonianza, una donna tenace che ha lottato per rimanere nella nostra terra dopo il sisma, un simbolo per tutti i terremotati”.

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