Il M5S tradisce se stesso: sì ad alleanze (col Pd) e a più mandati per gli eletti (la Raggi)

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Roma, 14 mag – C’era una volta un movimento anti-casta. Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata e ha levigato le cinque stelle a tal punto da trasformarle in partito abbarbicato allo status quo. Talmente tanto che oggi, senza alcuna sorpresa, l’ennesimo voto degli iscritti al M5S sulla piattaforma Rousseau ha dato il via libera alla modifica del cosiddetto mandato zero. Esito prevedibile, con tanto di percentuale bulgara ottenuta dai Sì: 39.235 voti, pari all’80,1%. A fronte dei pochissimi No: 9.740 voti, pari al 19,9%. Il tutto consentirà a Virginia Raggi di ricandidarsi a sindaco di Roma. Verrebbe da chiedersi a cosa servono queste consultazioni, visto che quasi sempre gli iscritti votano esattamente come vorrebbero gli eletti. In questo caso oltretutto l’endorsement alla Raggi da parte di Beppe Grillo (passato dal “vaffa” al “daje”) è stato giusto il puntello previdente per non correre fastidiosi rischi.

Via libera alle alleanze locali (col Pd)

Non solo, cosa forse ancora più importante, gli iscritti al movimento Rousseau-giallo hanno pure dato l’assenso alla possibilità per i grillini di fare alleanze comunali con altri partitiLeggasi: via libera a eventuali accordi con il Pd. Insomma due capisaldi del M5S vengono meno d’un tratto, trasformandolo in un qualunque partito alle prese con scelte classiche da campagna elettorale. Il quesito sulla possibilità di alleanze per le elezioni amministrative, sulla carta riguardanti sia liste civiche che partiti tradizionali, ha avuto un esito meno bulgaro ma comunque piuttosto netto. I voti degli iscritti a favore sono stati 29.196, pari al 59,9%. I No soltanto 19.514, ovvero il 40,1% del totale. La base quindi non ha fatto altro che sposare la linea dei vertici, che adesso festeggiano neanche avessero vinto elezioni vere e proprie.

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Giubilo Rousseau-giallo

“Includere e aggregare – ha dichiarato raggiante Di Maio – saranno le vie da percorrere, rispettando e difendendo sempre i nostri valori. Oggi abbiamo scelto di incidere. Oggi abbiamo scelto di provarci. Si riparte ascoltando i territori. Viva il Movimento 5 Stelle”.
Ancora più entusiasta Davide Casaleggio: “Sono contento della grande partecipazione degli iscritti a questo voto”. Neanche centomila persone per un partito che alle politiche del 2018 era il primo in Italia, ma tant’è. Secondo Casaleggio “il Movimento in questi anni ha sempre dimostrato che le decisioni si prendono tutti assieme. Il vero organo collegiale decisionale del movimento sono sempre stati gli iscritti ed è sempre stata la grande differenza dalle altre forze politiche”.

Puntuale come un orologio svizzero è ovviamente arrivata anche la stappata di spumante di Virginia Raggi: “Mi ricandido. Ora avanti a testa alta. #Insieme. Grazie a tutti per il sostegno e l’incoraggiamento che non avete mai fatto mancare. Parlo al plurale perché noi siamo una squadra: uniti vinceremo le sfide che ci attendono”, ha scritto su Facebook il sindaco pentastellato. D’altronde nessuno più di lei può gongolare per questo esito. A parte forse il segretario il Pd. “Molto positivo il sì ad alleanze locali”, ha detto infatti il segretario dem Nicola Zingaretti. “Siamo un’alleanza tra forze diverse che rimangono diverse, ma per governare bisogna essere alleati, non si può essere avversari: quindi che si riesca a fare insieme un percorso comune è un fatto molto positivo”, ha puntualizzato Zingaretti.

Alessandro Della Guglia

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