Giarrusso affonda il M5S: «Si sono consegnati armi e bagagli al Pd». E parla di “intrecci” indigesti

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Il M5S ha tradito tutti, mettendosi in ginocchio davanti al Pd. Michele Giarrusso – ex pentastellato, ora nel Gruppo misto – si toglie qualche sassolino dalle scarpe. La sua analisi sul Movimento è impietosa. Nessuno sconto ai vari Di Maio e Fico, men che meno a Bonafede. «Gli stessi che non hanno voluto Nino Di Matteo al Dap hanno poi nominato Dino Petralia», afferma a La Verità. Cioè «un uomo notoriamente vicino al Pd. Ma soprattutto è intimo di Palamara, al quale chiese aiuto per un incarico. E fa parte del contesto che colpì De Magistris».

Giarrusso parla di Petralia

Alla domanda su cosa intenda per “contesto”, Giarrusso replica: «Parlo di un milieu che andava da Giorgio Napolitano a Nicola Mancino, al Csm, controllato da Palamara. E chi era in prima commissione disciplinare sul caso De Magistris? Petralia. Di tutti quelli che Bonafede poteva trovare per sostituire Basentini, va a trovare proprio costui. Sarà per questo che Matteo Renzi ha detto quello che ha detto in aula». Il leader di Iv, durante la mozione di sfiducia in aula contro Bonafede «ha ringraziato Napolitano. Che c’entrava? Per me era un messaggio al ministro: se sei lì è grazie a questo “contesto”».

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Le scelte di Bonafede sotto accusa

Un “contesto” nel quale Giarrusso inserisce anche il fatto che Bonafede si sia scelto come nuovo capo di gabinetto «uno che era in via Arenula con Andrea Orlando, il Guardasigilli pd». E perché il M5S si sarebbe consegnato armi e bagagli al Pd? Per Giarrusso, «c’è una buona dose di inettitudine, sicuramente. E poi c’è uno spaventoso  attaccamento alla poltrona: questi getterebbero la madre da una torre, pur di conservarla».

Giarrusso: ecco che accadde al voto su Salvini

L’ex pentastellato rivela che dopo il voto in Giunta su Salvini, Davide Faraone gli chiese di entrare in Italia viva. «Sì, davanti a Renzi che scuoteva la testa. Gli ho risposto vedi, è lui che non mi vuole». Infine, una battuta su Pd e M5S: «Il Pd grazie al Movimento Cinque Stelle si è dimenticato di aver perso le elezioni. Il Movimento Cinque Stelle si è dimenticato di averle vinte. Ma gli elettori si ricorderanno tutto», conclude Giarrusso.

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