Montezemolo contro Conte: “Virus più veloce di burocrazia?”

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Luca Cordero di Montezemolo, intervistato da Repubblica, ha espresso la sua opinione in merito al periodo che sta attraversando l’Italia per l’emergenza coronavirus puntando il dito in particolare contro la burocrazia: “Il virus è più veloce della burocrazia? Mi cascano le braccia”, ha detto.

Secondo l’ex presidente di Fiat, Ferrari e Confindustria questa emergenza sanitaria ha messo alla luce un sistema che non funziona, una “nave ormeggiata in porto che non riesce a partire”, che “quando il mare si sarà calmato e non riuscirà a salpare per ovvi motivi sarà una tragedia”. Nonostante i migliori auspici di Montezemolo, lo stesso va a tracciare alcune note dolenti che secondo il presidente di Italo sono emerse proprio a causa di un’emergenza di questa portata. In particolare, ricorda Montezemolo: “Bisogna semplificare il sistema dell’apparato pubblico”. Questo il primo punto tracciato con il quale spiega che occorre assolutamente andare a semplificare le procedure amministrative poiché “quando il capo della protezione civile afferma che questo virus cammina più veloce della nostra burocrazia a me cascano le braccia: siamo bloccati. L’amministrazione è ormai diventata una zavorra continuando a commissionare, ad annunciare e a non raggiungere alcun risultato”.

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Montezemolo successivamente ha voluto citare il “sistema di autocertificazione”, dicendo che forse proprio da quel piccolo punto si può “partire per far ripartire. L’autocertificazione durante il coronavirus sta facendo capire al governo che l’Italia effettivamente è un paese responsabile. Dunque si deve puntare sull’autocertificazione consentendo così di far ripartire le piccole attività fin da subito e successivamente effettuare dei controlli”. Per dar forza alla sua opinione cita la vicenda delle mascherine che lo stesso definisce “assurda”.

Gli altri punti emersi nel periodo di epidemia sono “l’importanza del lavoro, la digitalizzazione e la ricerca e lotta alle diseguaglianze”. Montezemolo sostiene che l’Italia è ancora troppo indietro e queste sono falle che hanno consentito al sistema di reagire in maniera ritardata rispetto al diffondersi dell’epidemia. I controlli della pubblica amministrazione devono essere effettuati successivamente e non in questi periodi di difficoltà. La paura dell’imprenditore è quella di non riuscire più a ripartire: “Quello che stiamo attraversando non è soltanto un periodo di gravissima crisi economica quanto anche un periodo di gravissima crisi sociale. Se non ci muoviamo ora, difficilmente ripartiremo”, conclude uno dei fondatori di Italo, la società dei treni ad alta velocità che ha avviato grazie ad altri imprenditori italiani.

il giornale.it

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