Un sondaggio scuote l’Emilia. La Borgonzoni è sopra il Pd

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Al suo attivo Lucia Borgonzoni, classe 1976, senatrice della Lega ed ex sottosegretario ai Beni culturali nel primo governo Conte, ha una clamorosa rimonta nella corsa per diventare sindaco di Bologna.

Nel 2016, al ballottaggio, raddoppiò il risultato del primo turno, arrivando al 45,4 per cento. Vinse il candidato del centrosinistra, Virginio Merola, ma lei conquistò galloni nel partito nel quale milita dal 2000, e rafforzò il rapporto di fiducia con Matteo Salvini.

Così adesso, nonostante le perplessità tra gli alleati di centrodestra che ne hanno accompagnato la candidatura a presidente della Regione Emilia Romagna, non sorprende troppo che un sondaggio Swg commissionato dalla Lega la dia in testa su colui che sfida, il presidente in carica Stefano Bonaccini, 52 anni, che è anche presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Il voto è fissato per il 26 gennaio 2020.

Gli scenari politici prospettati dall’indagine, datata 21 novembre e anticipata da Il Resto del Carlino, sono due. Con un candidato M5s la Borgonzoni oscilla tra il 43 e il 47, mentre Bonaccini si muove tra il 41 e il 45. Il partito degli indecisi, al 15%, precede un candidato dei Cinque Stelle, accreditato tra il 5 e il 9 per cento. Altri eventuali candidati oscillano tra il 4 e il 6. Conviene ragionare sulla prima ipotesi, o almeno sul ruolo dei 5stelle, dal momento che i risultati sulla piattaforma Rousseau non lasciano dubbi: i votanti vogliono partecipare alle regionali in Emilia Romagna come in Calabria. E le prime dichiarazioni di Luigi Di Maio e Beppe Grillo non escludono che si vada verso un’alleanza, più che verso una competizione.

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Se nella prima ipotesi, senza il candidato M5s, il totale dell’area del centrodestra (Lega, Forza Italia, Fdi e Lista Borgonzoni) arriverebbe al 50,5, in presenza di un candidato M5s si feremerebbe al 48,5. La lista dei Cinquestelle otterrebbe un 8,5 per cento. L’alleanza di centrosinistra (Pd, Lista di Sinistra, Italia in movimento (Pizzarotti), altre liste civiche) senza M5s, arriverebbe al 45 per cento. In presenza di un candidato di M5s scenderebbe invece al 40%. Insomma, si confermano decisioni difficili da ponderare in casa Pd e 5s, dal momento che il candidato grillino sembra andare a rubare voti proprio all’area del centrosinistra, di cui è alleato al governo.

L’umore ai vertici della Lega (che raccoglierebbe fino a un massimo del 33% dei voti), dopo il sondaggio Swg, è comprensibilmente di ottimismo. A preoccupare semmai sono gli altri sondaggi commissionati dal Pd e da Raitre. L’indagine Winpoll per il Pd, del 18 novembre, presenta Lucia Borgonzoni a quota 42,1%, Stefano Bonaccini al 50,7% e il candidato dei 5Stelle al 42,1%. Se poi i 5stelle fossero all’interno di una coalizione di centrosinistra- civica a sostegno di Bonaccini, Lucia Borgonzoni otterrebbe il 42,9 e Bonaccini il 56,2. Insomma, un’alleanza Pd- 5stelle, secondo la rilevazione Winpoll per il Pd, potrebbe cambiare le sorti del voto.

Ancora diversi i risultati del sondaggio Ixè per Cartabianca di Raitre, datati 19 novembre. Se dovesse votare domani, per chi voterebbe più probabilmente? E qui Bonaccini è al 40%, Borgonzoni al 29,2, un candidato M5s al 5. Ma la domanda che politicamente dà più da riflettere riguarda l’alleanza tra il Pd e i 5s. Secondo lei il Pd e il movimento 5Stelle avrebbero dovuto mettersi d’accordo per presentare un candidato comune? Tra gli elettori Pd il sì è al 16 per cento e il no al 70 per cento. Più possibilisti gli elettori M5s: sì per il 35% e no per il 49%. Comunque un matrimonio difficile.

il giornale.it

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