Il governo smonta il decreto Sicurezza e i migranti invadono subito i porti italiani

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Porti aperti per lo sbarco dei migranti e modifica dei decreti sicurezza: il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese – nell’intervista a Lucia Annunziata a in Mezz’ora in più illustra la nuova linea del governo Conte bis in tema di immigrazione.

Un cambio di rotta che – come ammette il ministro- «ha provocato nel mese di settembre un aumento degli sbarchi». Il titolare del Viminale – nel corso del programma televisivo – annuncia di aver concesso il porto di Messina alla nave Ocean Viking gestita congiuntamente dalle organizzazioni Sos Mediterranee e Medici senza frontiere, che da ieri ha iniziato le operazioni di sbarco. E poi conferma che altri due porti italiani saranno messi a disposizione di altre due navi, Open Arms e Aita Mari, controllate da Ong, con a bordo centinaia di migranti. Il via libera – spiega il ministro Lamorgese – arriva dopo che Italia, Germania, Francia e Malta hanno congiuntamente richiesto alla Commissione europea l’attivazione della procedura di ricollocamento dei migranti a bordo della Ocean Viking. «È la prima volta che accade: l’intervento europeo viene sollecitato da tutti i Paesi che hanno condiviso il pre-accordo de La Valletta». E sulla base di questo nuovo corso, il ministro chiederà la modifica del memorandum con la Libia del 2017: «Bisogna accelerare i corridoi umanitari chiudere gradualmente i campi di detenzione e attribuire la responsabilità all’Onu».

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Il responsabile del Viminale aggiunge che «l’accordo di Malta sta funzionando. C’è stato un passo avanti da parte di Francia e Germania che chiedono di fare una richiesta congiunta all’Europa sulla ripartizione dei migranti. È un segnale che sta cambiando l’orientamento per affrontare la questione, che è europea».

Il neoministro dell’Interno stravolge, dunque, tutta la politica salviniana sul tema immigrazione. Anche se è l’unica del governo giallorosso a esprimere la solidarietà al leader della Lega dopo la scoperta a Napoli di scultura che ritrae Salvini nell’atto di sparare a due migranti: «Questi sono i segnali a cui dobbiamo prestare particolare attenzione. Ho letto che l’autore di questa immagine ha detto che è una provocazione. Ma non è così che si fanno le provocazioni, anzi, così si stimola ulteriormente l’odio, non sono provocazioni civili». Solidarietà, da un lato, e modifica dei decreti sicurezza, cuore della stagione leghista al Viminale, dall’altro. «I decreti sicurezza alla luce delle osservazioni fatte dalla Presidenza della Repubblica necessitano di aggiustamenti. Io ho una bozza pronta che presenterò al presidente del Consiglio e in Consiglio dei ministri per una valutazione di tutti. Io ho fatto il mio lavoro» spiega il ministro Lamorgese. E dal Carroccio subito arriva la difesa dei provvedimenti dell’ex ministro dell’Interno: «Porti spalancati alle Ong, depotenziamento dei decreti sicurezza, stop agli sgomberi ed ennesimo bluff sui ricollocamenti. Lamorgese conferma la linea del governo: sbarchi, insicurezza e menzogne. È il ritorno all’epoca di Alfano», attaccano in una nota il senatore Stefano Candiani e il deputato Nicola Molteni, leghisti e sottosegretari all’Interno con Salvini ministro. Lamorgese infine esclude (al momento) che vi siano condizioni per assegnare la scorta a Ilaria Cucchi: «Quella di Ilaria Cucchi non mi sembra una situazione da attenzionare in maniera specifica come fatto con Liliana Segre. Seguiamo comunque la vicenda».

il giornale.it

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