Genitori ai domiciliari, Renzi: “L’arresto è una misura abnorme”

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“Inutile dire che la vicenda dei miei genitori ha totalmente oscurato tutto ciò che è accaduto ieri nel mondo della politica.

Basta leggere i quotidiani di oggi per rendersene conto. Un capolavoro mediatico, tanto di cappello”. È nella enews che Matteo Renzi risponde alle polemiche esplose dopo la disposizione da parte della procura di Firenze degli arresti domiciliari per i suoi genitori, Tiziano e Laura Bovoli. Il gip di Firenze Angela Fantechi ha contestato ai due coniugi i reati di “bancarotta fraudolenta ed emissione di fatture false“. Per il giudice la misura cautelare sarebbe giustificata dal rischio di inquinamento delle prove e reiterazione del reato che emerge “dalla circostanza che i fatti per cui si procede non sono occasionali e si inseriscono in un unico programma criminoso in corso da molto tempo, realizzato in modo professionale”.

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La notizia degli arresti domiciliari si è abbattuta su Renzi come un ciclone. Oggi l’ex premier ha, quindi, deciso di annullare la conferenza stampa prevista per le 16 in Senato e affidare alla tradizionale enews il proprio pensiero sulla vicenda giudiziaria che ha svelato il sistema che ha portato al fallimento di tre cooperative (la Delivery Service, la Europe Service e la Marmodiv). Quelle dei coniugi Renzi, a detta del gip Fantechi, sono state “condotte volontarie realizzate non per fronteggiare una contingente crisi di impresa, quanto piuttosto di condotte imprenditoriali finalizzate a massimizzare il proprio profitto personale con ricorso a strategie di impresa che non potevano non contemplare il fallimento delle cooperative”. Gli indagati sono complessivamente quindici. Insieme a Tiziano e a Laura Bovoli, figura anche Mariano Massone, 47enne di Campo Ligure che ha alle spalle due condanne per bancarotta (nel 2004 e nel 2016) e quattro condanne per violazioni in materia di lavoro. Di fronte a tutte queste accuse Matteo Renzi risponde facendo muro e assicurando che è determinato a tirare dritto: “Se qualcuno pensa di fermarmi, non mi conosce. Non ci conosce”.

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“Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge“, commenta l’ex presidente del Consiglio. E sottolinea: “I miei genitori, come tutti, hanno diritto a un processo giusto e spero rapido. Non grido ai complotti – incalza- chiedo che i processi si facciano nelle aule dei tribunali e non sul web o nelle redazioni dei giornali. Noi aspettiamo le sentenze, ma le sentenze si pronunciano in tribunale e non nelle piazze populiste”. Poi, però, polemizza con il gip Fantechi per la misura cautelare agli arresti domiciliari. “Chi ha letto le carte e ha un minimo di conoscenza giuridica – spiega – sa che privare le persone della libertà personale per una cosa come questa è abnorme”.

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