Dopo il blocco per Sea Watch 3, la ONG dichiara guerra totale all’Italia: “le vostre leggi non valgono”.

Dopo il blocco imposto alla Ong di restare nel porto di Catania, la Sea Watch tdichiara guerra aperta all’Italia e su Twitter scrive: “Non è corretto cercare a tutti i costi il pretesto per il sequestro della nave semplicemente per impedire di operare la necessaria attività di soccorso nelle acque di un mare dove le persone continuano a morire”.

Lo stop è arrivato dopo che investigatori si sarebbero accertati che si tratterebbe di un “pleasure yacht”, dunque “non conforme” al tipo di attività che svolge.

Ma la Ong replica: “A Sea Watch non è pervenuta alcuna notifica di blocco amministrativo. Questa mattina la Guardia costiera è arrivata a bordo presentando la relazione dell’attività ispettiva fatta nella giornata di ieri”.

Sea Watch ammette che sono state riscontrate “alcune piccole attività da fare a bordo per ripartire in sicurezza”, ma assicura che “si possono svolgere nel giro di 24 ore e che sono normali attività di uno scalo tecnico di una nave che non tocca porto dal 14 dicembre”. E ancora: “Non ci sono però le basi per un sequestro amministrativo e per ora la nave non è in blocco. Aspettiamo la decisione della Guardia costiera in merito alla relazione presentata”.

La polemica non è finita. Perché poi arriva la replica nello specifico a quanto affermato da Toninelli: “La nave Sea Watch 3 è regolarmente registrata come nave da diporto nel registro reale olandese e il suo uso è quello da nave da soccorso”. E le regole italiane? “Per la lunghezza e la stazza della nave – ammette l’Ong – questo non sarebbe possibile in Italia, tuttavia per la legislazione olandese (alla quale la nave fa riferimento) questo è assolutamente regolare.

Ed è stato accertato dalle autorità ispettive dello Stato di Bandiera a Malta quando la nave è stata in stato di blocco immotivato per quattro mesi”, sottolineano. Infine, Sea Watch promette di rendere pubblici i documenti che dimostrerebbero la regolarità della nave: “Ricordiamo che la nave è una nave olandese sulla quale non si applica la giurisdizione italiana, per cui inviato il governo a non fare deliberatamente confusione in questo senso”, conclude la portavoce.

La nave non è italiana. Ma i migranti si vuole che sbarchino sul nostro territorio. E senza rispettarne le leggi del nostro paese.

Ora la pacchia è finita. Le regole e le leggi vanno rispettate. Per il bene degli italiani.

Fonte: Libero

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