Viviana e Gioele, dettagli sconvolgenti: “Il colore rosa nei denti e le vertebre esplose”. La teoria un anno dopo la morte

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Non si dà pace Daniele Mondello, che da un anno vive senza la moglie Viviana e il figlio Gioele, trovati morti dopo un incidente – risalente al 3 agosto – in una galleria dell’autostrada Messina-Palermo. Lei fu ritrovata ai piedi di un traliccio vicino al guardrail l’8 agosto, mentre lui – il piccolo di quattro anni – venne trovato il 19 agosto in un boschetto distante, sbranato dagli animali. Una storia che poi è stata battezzata “il giallo di Caronia”, dal nome del paese siciliano dove sono stati ritrovati i corpi.

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Intanto gli inquirenti stanno cercando di ricostruire i fatti. Daniele Mondello non crede si sia trattato di omicidio-suicidio e si batte perché venga fatta giustizia. “È solo una messinscena, i due corpi sono stati spostati nel luogo dove sono stati ritrovati, e questo lo dice la scienza, non lo dico io”, ha spiegato in un’intervista a La Stampa. Per poi aggiungere: “I corpi di mia moglie e di mio figlio erano distanti mille metri l’uno dall’altro, hanno le stesse ferite da caduta nonostante non ci fosse alcun traliccio e nessuna altura nel luogo in cui è stato trovato Gioele, e la stessa sostanza rosacea nei denti, una colorazione che indica la condizione di asfissia mentre si muore”.

Il signor Mondello crede che qualcuno abbia spostato intenzionalmente i corpi: “Viviana e il mio bambino sono precipitati – caduti o lanciati, chissà – nel bosco di Caronia all’interno di un invaso con circa 50 centimetri di acqua sul fondo: un pozzo, una cisterna, un contenitore. Sono precipitati contemporaneamente, Viviana si è fratturata varie parti del corpo, soprattutto a sinistra, le sono esplose due vertebre, ha perso coscienza e sensibilità, è morta per asfissia. Gioele ha impattato con la testa ed è morto per asfissia. Poi i due corpi, in tempi diversi, sono stati estratti dal fondo del pozzo: Viviana tirata fuori la tarda sera del 3 agosto o la mattina del 4 agosto e trasportata in modo tale che le sono stati strappati i capelli. Gioele tirato fuori successivamente e depositato nella zona, forse conservato in un contenitore di plastica e posizionato successivamente sul luogo del rinvenimento, dove è stato poi aggredito dagli animali”. Poi denuncia: “Non ci hanno mai concesso di fare esami radiologici sui corpi. Lo abbiamo chiesto mille volte e ci è stato sempre rifiutato. Perché?”.

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