Acca Larentia, l’aggressione? All’inizio i cronisti de L’Espresso dissero di non averla subita

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La “vergognosa aggressione fascista” denunciata ieri da L’Espresso nei confronti di suoi due cronisti (Federico Marconi e il fotografo Paolo Marchetti) da parte di esponenti di gruppi di estrema destra ha portato alla denuncia di due persone.

Si tratta del leader romano di Forza Nuova, Giuliano Castellino, e quello di Avanguardia Nazionale, Vincenzo Nardulli. Sulla vicenda Piazzale Clodio ha aperto un fascicolo e le indagini sono coordinate dal procuratore aggiunto Francesco Caporale.

Secondo quanto raccontato da L’Espresso, “intorno all’ora di pranzo il nostro cronista e il fotografo si trovavano a piazzale del Verano” dove era in corso la commemorazione per le vittime di Acca Larentia. “Dopo il ‘presente’ di rito dei camerati al Mausoleo – scrive il settimanale – alcuni esponenti dell’estrema destra si sono avvicinati a Marchetti. Con spinte e pesanti minacce gli hanno intimato di consegnargli la scheda di memoria della macchina fotografica. L’hanno ottenuta ma non contenti, gli hanno chiesto il documento per identificarlo, senza che le forze dell’ordine intervenissero”. Intanto, “un altro gruppo ha accerchiato il nostro giornalista Federico Marconi”. Non solo: “Castellino si è avvicinato al nostro cronista e lo ha preso per il collo. Altri lo hanno spintonato, tirandogli anche un calcio sulle gambe e una serie di schiaffi”. Dal cellulare del giornalista sarebbero stati anche cancellati i video e le foto della giornata.

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Secondo quanto ricostruisce però la Questura di Roma in una nota, però, i fatti si sarebbero svolti così: “L’attenzione degli agenti della Digos e del Commissariato San Lorenzo presenti sul posto – si legge – è stata richiamata da un’accesa discussione scoppiata, verso le ore 15:30, tra otto persone, tra le quali Castellino e Nardulli, e un fotoreporter, collaboratore esterno del periodico “L’Espresso” che stava riprendendo le fasi della cerimonia”. La polizia, sottolinea l’Adnkronos, a quel punto avrebbe portato il cronista fuori dal cimitero per evitare che la situazione degenerasse. Qui, però, il reporter “ha spiegato” agli agenti “di non aver subito alcuna minaccia o lesione”. La denuncia è arrivata solo “in serata” quando “si è presentato negli uffici della Digos, insieme a un altro collaboratore esterno del settimanale, anch’egli presente alla manifestazione, denunciando l’aggressione e mostrando il referto con 3 giorni di prognosi per alcune contusioni”.

A questo punto sono partite le indagini che hanno permesso di “cristallizzare le responsabilità di Castellino e Nardelli, in mattinata sottoposti a perquisizione domiciliare e deferiti per minaccia, lesioni personali e violenza privata, mentre proseguono le indagini per identificare gli altri partecipanti alla denunciata aggressione”.

Dal canto suo il segretario nazionale di Forza Nuova respinge le accuse. “Ieri c’è stato un alterco – dice – un episodio giuridicamente irrilevante che però è diventato prima notizia sui giornali solo per quanto accaduto a due giornalisti dell’Espresso”. Non solo. All’Adnkronos ha detto che “sui social gira un video con degli elementi importanti, dove si vedono i due giornalisti, che fanno foto durante una commemorazione al Verano, anche a bambini e bambine di 7-8 anni che si trovavano lì. Nelle immagini è ben visibile che il motivo dell’alterco sono state le foto a dei minorenni, fatte in modo assolutamente illegale. Per questa ragione e non altro è stato chiesto ai giornalisti di eliminare gli scatti. Durante tutta la conversazione, voglio precisare, è stata sempre presente la polizia”.

il giornale.it

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