MA QUELLI CHE ATTACCANO CONVULSIVAMENTE SALVINI E DI MAIO, SINCERAMENTE, CHE PROBLEMI HANNO? (DI GIUSEPPE PALMA)

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Non è facile rispondere alla domanda posta nel titolo di questo articolo, ma ci provo lo stesso.

Partiamo da Matteo Salvini, il quale sta semplicemente portando avanti tre principi di buon senso:

  1. le navi che trasportano i migranti non devono sbarcare tutte in Italia ma, in parti uguali, anche nei porti di tutti gli altri Paesi europei con frontiere marittime (Francia, Spagna, Malta e Grecia). Qualora ciò non avvenisse per una qualsiasi ragione, i migranti sbarcati in Italia vanno in ogni caso ridistribuiti tra tutti i 27 Paesi dell’Ue già al momento dello sbarco. Se gli altri Paesi non accettano, l’Italia non è più la sola scema a doverli accogliere, quindi tornano indietro (oppure non sbarcano);
  2. le navi Ong, cioè quelle che fanno capo ad organizzazioni che lucrano sull’immigrazione, in Italia non sbarcano più. La finta accoglienza arcobaleno fatta sulla pelle della povera gente va fermata adesso. E Salvini, su questo, ce la sta mettendo davvero tutta;
  3. ha lanciato la battaglia politica del futuro, che non sarà più tra “destra” e “sinistra” – categorie ormai superate – bensì tra “popoli ed élite”, tracciando la via verso un’Europa dei popoli (quindi fatta di Stati liberi e sovrani) e non dei banchieri.

Luigi Di Maio, dal canto suo, ha:

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  1. depotenziato i sistemi troppo invasivi di accertamento fiscale (che strozzavano imprese e partite Iva) e fermato il business che c’è dietro le lobby del gioco d’azzardo;
  2. a bilanciamento degli interessi imprese-lavoratori, ha reso il lavoro un po’ meno precario rispetto alla devastazione sociale causata dal Jobs Act;
  3. ha dichiarato l’intenzione del nostro Paese di non procedere alla ratifica del Trattato denominato Ceta, il fratello minore del Ttip. In altre parole l’Italia non ratificherà un pericoloso strumento a disposizione del capitale internazionale che avrebbe ulteriormente contribuito a smantellare i diritti fondamentali (su tutti, salute e lavoro).

Tutto questo in appena 45 giorni di governo (anche meno se si considera che il Governo Conte ha ottenuto la fiducia il 6 giugno).

Mi spiegate quindi per quale motivo i media e la sinistra radical chic attaccano convulsivamente Salvini e Di Maio?
Io credo che la ragione sia una sola. I due vicepresidenti del consiglio dei ministri stanno cercando di porre fine ad un certo sistema di potere sovranazionale che, per decenni, ha trovato nei governi italiani dei validi camerieri a supporto dei suoi interessi, pubblici o privati che fossero. L’establishment, attraverso la gran parte dei media, sta reagendo con violenza. A fare da coro l’agglomerato Pd-Leu-piùEuropa che, accantonando definitivamente i diritti dei lavoratori per fare quelli dei mercati finanziari, continua a tradire la Nazione anche dall’opposizione. Il tutto contornato dall’oracolo global che pontifica dal sontuoso attico di New York.

 

 

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