Retroscena-bomba sul governo, sgambetto a Di Maio. L’asse tra Salvini e Tria, così salta tutto

È il primo vero caso politico dentro il governo. Il “decreto dignità” di Luigi Di Maio non passa e secondo un retroscena della Stampa dietro lo stop nel Consiglio dei ministri ci sarebbe l’asse formato tra il ministro dell’Economia Giovanni Tria, tecnico preoccupatissimo dalle coperture e dai conti (che non tornano) da presentare all’Unione europea, e Matteo Salvini, leader della Lega e vicepremier. Non è un dettaglio da poco, perché per Di Maio questo era il primo provvedimento concreto da presentare all’opinione pubblica da ministro del Lavoro.

Un brutto colpo mascherato da “semplice battuta d’arresto”. Di Maio cade dal pero: il decreto, spiega “sta facendo il giro delle Sette Chiese, tra bollinature e cose che sto scoprendo solo adesso, ma il testo è pronto. Deve essere solo vidimato dai mille e uno organi di questo paese”. Il provvedimento, giurano dal M5s, sarà varato lunedì o martedì prossimi. Ma ci sarebbero non solo problemi burocratici e di copertura, ma anche di sostanza, con misure come quelle sulla stretta dei contratti a tempo determinato che preoccupano Confindustria, con riflessi nella Lega storicamente vicina al mondo delle piccole e medie imprese.

 

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