Coronavirus, Augusto Minzolini su Giuseppe Conte: in fuga dai pm, lo giudicherà la Storia

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Giuseppe Conte rischia grosso, nonostante i suoi “rifarei tutto quello che ho fatto”, i nodi dell’emergenza coronavirus vengono al pettine. E il premier lo sa bene. Così, secondo Augusto Minzolini, il presidente del Consiglio tenta in tutti i modi di “scaricare le responsabilità su altri, perché non vuole diventare l’imputato”. Il retroscenista del Giornale elenca una sfilza di esempi: dai ritardi nella chiusura di zone del bergamasco come Alzano e Nembro (per cui lui incolpa Attilio Fontana ndr), alle mascherine inadatte giunte ai medici. “Paradossalmente – scrive Minzolini –  l’Italia dell’emergenza è diventata l’Italia delle impunità. Basta pensare alla Commissione d’inchiesta “che avrebbe molto da indagare e che dovrebbe trovare porte aperte nell’opposizione, più per pungolare il governo oggi che per individuare responsabilità domani, è restata, per ora, lettera morta”. 

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“Quando la curva dell’emergenza sanitaria che scende – confessa il piddino Enrico Borghi nel retroscena del quotidiano – incrocerà quella dell’emergenza economica e sociale che sale, allora si parrà la nostra nobilitate. E rischierà di essere spazzato via non il governo, ma il sistema”. Arriverà dunque il momento in cui il premier, ora gongolante per i buoni risultati ottenuti nei sondaggi, dovrà fare i conti con il tribunale della storia. Una situazione sintetizzata da Minzolini un una sola e celebre battuta di Alberto Sordi, mutuata poi da Petrolini e dedicata alla guerra: “…a me mi ha rovinato l’epidemia!”.

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