Meloni: «La protezione umanitaria è un inganno. Dobbiamo abolirla»

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Blocco navale senza se e senza ma, per fermare all’origine le partenze dei barconi dalla Libia e l’abolizione della cosiddetta  “protezione umanitaria”, uno scudo dietro il quale si nascondono le maglie larghe nei controlli della massa di immigrati che sbarcano sulle coste italiane e impediscono la selezione tra immigrati che hanno diritto allo status di rifugiati politici e gli altri. Sono questi le due soluzioni che, secondo Fratelli d’Italia, centrano il problema-immigrazione.

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Meloni: aboliamo la “protezione umanitaria”

«Fratelli d’Italia mantiene gli impegni: presentata in Parlamento la proposta di legge per l’abolizione dell’anomalia tutta italiana della sedicente “protezione umanitaria”, attraverso la quale gli uffici della Prefettura rilasciano arbitrariamente ogni anno decine di migliaia di permessi di soggiorno a persone sbarcate illegalmente in Italia e che non hanno diritto alla protezione internazionale». Parola di Giorgia Meloni che riassume con le cifre l’assurda situazione nella quale si trova l’Italia nella gestione dell’accoglienza sotto gli occhi distratti dell’Unione europea. «I numeri parlano chiaro: solo l’8% di chi sbarca ha diritto allo status di rifugiato, ma a un ulteriore 25% lo Stato Italiano regala la “protezione umanitaria”. È ora di ripristinare la legalità e il buon senso». È una soluzione che Fratelli d’Italia ha individuato e proposto da molto tempo sotto i governi Letta, Renzi e Gentiloni, e un impegno che il centrodestra aveva preso in campagna elettorale. La protezione umanitaria è “un unicum giuridico” che consente a migliaia di immigrati difficilmente inseribili sul mercato del lavoro di permanere sul nostro territorio. È uno strumento che «esiste solamente in Italia – spiega la Meloni – e che è stato utilizzato negli ultimi anni per dare copertura a una serie di immigrati clandestini che non avevano i requisiti per chiedere e ottenere l’asilo politico, né secondo la Convenzione di Ginevra né secondo la protezione sussidiaria dell’Ue. Se non hanno i requisiti (per l’asilo politico) devono tornare a casa loro».

 

 

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