Immigrazione, perché la Francia può umiliarci: i colpevoli sono Romano Prodi e Giorgio Napolitano, la scelta scellerata

i “respingimenti” di immigrati irregolari in quanto non profughi a Ventimiglia e Bardonecchia avviene, secondo la Francia, nel perfetto rispetto di un regolamento che “nessun governo italiano, nemmeno quello da poco in carica, ha mai contestato”. Il regolamento cui si appellano il presidente Emmanuel Macrone i suoi consiglieri è nato dagli “accordi Chambéry“, che consente a Parigi di rispedire in Italia i migranti non desiderati. Accordi firmati nel 1997, certo in un altro clima e senza emergenze umanitarie.

Chi li ha firmati? L’allora premier Romano Prodi e il suo ministro degli Interni Giorgio Napolitano, ovviamente, che mettono così il loro timbro su un altro disastro europeo. Con il presidente francese Jacques Chirac e il premier Lionel Jospin, socialista, il professore e il futuro Re Giorgio parlarono tra le altre cose di “35 ore di lavoro a settimana”, crisi in Bosnia, Albania e Algeria e ci infilarono in mezzo la geniale misura per la “cooperazione e la riammissione degli immigrati irregolari”.

Sulla carta, doveva essere anche un deterrente per scoraggiare le traversate dall’Africa alle coste europee, per far capire ai migranti che non si sarebbero potuti muovere liberamente una volta sbarcati. Pia illusione, anche perché di mezzo ci si è messo Nicolas Sarkozy, che ha scoperchiato il vaso di Pandora della Libia con la scellerata guerra del 2011. E alla fine, a pagare, è sempre l’Italia. Ma a norma di legge, come per i trattati di Dublino.

 

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