Danilo Toninelli, la follia M5s: vuole bloccare la Tav ma non ha il coraggio di dirlo

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Una premessa è d’ obbligo. Nelle convulse ore che hanno preceduto la composizione del governo giallo-verde, quella delle Infrastrutture è stata una delle caselle più difficili da mettere a posto. Rivendicata dai grillini a gran voce, inizialmente era stata assegnata alla militante no Tav Laura Castelli. Niente da fare. Per il Presidente Mattarella voleva dire passare il segno. Annunciare agli italiani, certo, ma anche ai mercati che la nuova linea ferroviare, che collega Torino a Lione, non sarebbe mai stata fatta. O peggio, che in Italia ci sarebbe stato uno stop alle grandi opere. Insomma, bisognava trovare un altro nome. Sempre dell’ area M5S, ma meno “antagonista”.

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E così non si sa bene come è spuntato fuori Toninelli. Che in realtà si stava preparando a fare tutt’ altro. Era capogruppo al Senato e ministro delle Riforme in pectore. Ma se la ragion di Stato chiama, Danilo risponde presente.
Il fatto è che prima o poi la sostanza dei problemi viene fuori. E così quando ieri, nel corso di un question time alla Camera, il neo-ministro è stato investito del caso, non ha potuto far finta di nulla.
«Con riguardo alla linea ad Alta Velocità Torino-Lione – ha spiegato – riporto quanto sottoscritto nel contratto di Governo: ci impegniamo a ridiscutere integralmente il progetto nell’ applicazione dell’ accordo tra Italia e Francia. Ciò che è notorio – ha sottolineato Toninelli – è che su questa direttrice non si sia verificato il previsto incremento dei traffici di merci che era il presupposto fondamentale dell’ opera, come ha recentemente confermato anche il Commissario di Governo».
E quindi? «Le verifiche sono in corso e nelle prossime settimane potremo dare i primi responsi».
Vorrebbe tanto dire bloccheremo tutto, Toninelli, ma proprio non può farlo. Per il Colle, per la Lega e per l’ impatto sugli investitori stranieri. E così si rifugia nel contratto. E nei dati, come quello del decremento del traffico di merci lungo la tratta, che però sono parziali, perché (come ha sottolineato il governatore piemontese Chiamparino) oggi per quella linea passano solo treni che per dimensione sono sempre più marginali nel trasporto merci.
Insomma, il ministro prende tempo. E intanto porta a casa i complimenati dell’ ala dura e pura del Movimento («Massimo sostegno al ministro Toninelli», ha commentato in un tweet il vice ministro all’ Economia, Laura Castelli) che in questo momento ha tanto bisogno di mandare dei segnali di forza a Salvini e di conseguenza al suo elettorato.
Il problema è che di tempo non ne resta poi molto. E a breve il Nostro dovrà scegliere.
Dire sì o no. Sperando che non si risolva tutto con il solito pastrocchio all’ italiana dove si cerca di salvare capra e cavoli e alla fine ci rimettono solo i contribuenti.

 

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