Isis, la strage con armi chimiche: ecco tutte le prove, il giorno in cui ci uccideranno

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Mentre l’ attenzione dei servizi di sicurezza europei è focalizzata sulle minacce indirizzate ai campionati mondiali di calcio in corso in Russia, alcuni fatti di cronaca mostrano come le cellule islamiste si stiano riorganizzando per colpire l’ Europa. Una strategia messa a punto evitando gruppi numerosi armati fino ai denti facilmente identificabili e neutralizzabili, sostituita da piccoli cellule dotate di armi invisibili, letali, facili da reperire e da assemblare in casa.
Qualche giorno fa a Colonia grazie alla soffiata di un informatore, è stato arrestato il tunisino 29enne Sief Allah Hammami tratto in arresto in un appartamento del quartiere di Chorweiler dove sono state rinvenute diverse sostanze tossiche in quantità tali da richiedere l’ ausilio di attrezzature specifiche per bonificare la zona. Fino ad allora l’ uomo non era mai apparso in nessuna indagine dell’ intelligence tedesco ma le risultanze dell’ inchiesta dicono che stesse preparando un ordigno a base di ricina. Questa sostanza è altamente tossica tanto che una dose di pochi milligramnmi può essere mortale. Insieme al tunisino hanno arrestato anche la sua compagna, una cittadina tedesca convertita all’ islam che si è chiusa in un totale mutismo.

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Stessi timori tra Olanda e Belgio dove sono stati ritrovati alcuni biglietti di carta indicanti la descrizione di un prodotto facilmente acquistabile e che viene utilizzato contro la formazione delle alghe nelle piscine. Il «Bayroshock» composto al 34% dal perossido di idrogeno è stato usato dai terroristi islamici per fabbricare un potente ordigno che mischiato ad acido solforico, cloridrico o muriatico, dell’ acqua ossigenata, un po’ bicarbonato e una piccola parte di acetone per le togliere lo smalto dalle unghie diventa la tristemente nota «madre di Satana»bomba dagli effetti devastanti attivabile via telefono cellulare . Effetti dirompenti certi, ma grandi rischi come si è visto a Barcellona dove l’ iman di Ripoll Abdelbaki Es Satty, si autodisssolse nell’ atto di fabbricarla.
Allarme anche in Francia dove vi sono stati alcuni furti definiti «sospetti» del prodotto anti-alghe. Uno dei pi abili manipolatori di queste sostanze chimiche era il belga- marocchino Ahmed Dahmani che fino al 2015 viveva, neanche a dirlo, a Molembeek in un palazzone di 14 piani dove aveva fatto credere a degli ingenui rivenditori del Bayroshock che esisteteva una grande piscina infestata dalle alghe che gli dava problemi. Secondo gli inquirenti belgi e francesi è stato probabilmente lui a prepararare le cinture esplosive indossate dai terroristi nella notte di Parigi nel 15 novembre 2015.
Anche per questo la mattina dopo era già su un volo diretto in Turchia da dove pensava di riuscire a trasferirsi in Siria. Qui venne arrestato e di seguito condannato a dieci anni e nove mesi di carcere. Fratello di Mohammed Dahmani islamista salafita membro fondatore di «Sharia4Belgium», Ahmed Dahmani era tra i migliori amici di infanzia di Salah Abdeslam con il quale è cresciuto a Molembeek.
Se Dahmani uscirà mai vivo dai terribili carceri turchi dove si trova attualmente, lo aspettano gli inquirenti di Francia e Belgio che vorrebbero con lui ricostruire una lunga storia rosso sangue iniziata nel 2003 in Olanda continuata tra Belgio, Francia, Germania. Il tutto senza dimenticare che gli inglesi di Scotland Yard hanno le prove di alcuni test fatti in aree desertiche dell’ Iraq di attacchi chimici effettuati con dei droni modificati. La caduta della capitale dell’ Isis Raqqa e la conseguente dissoluzione dello Stato islamico ha rallentato il progetto.
Fino a quando?

 

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