Federica Torzullo, la reazione del papà alla tragica notizia comunicata dal carabiniere

La notizia del ritrovamento del corpo di Federica Torzullo ha attraversato Anguillara come un’onda lunga e silenziosa, fermandosi davanti alla villetta arancione dove vivono i genitori. Una casa diventata, in poche ore, il centro di un dolore che non cerca clamore ma protezione. Dentro quelle mura si è consumata una giornata fatta di attese, conferme, rientri e visite discrete. Fuori, una comunità intera ha abbassato la voce, quasi per rispetto, mentre il paese sul lago di Bracciano cercava di fare i conti con un epilogo che nessuno avrebbe voluto pronunciare.

“Siamo distrutti, è come un incubo”. Stefano e Roberta restano per ore chiusi nella villetta insieme al nipote, il figlio di Federica, al quale devono spiegare il senso di una giornata senza senso. Tutto comincia al mattino con la notizia del ritrovamento di un cadavere. Poi, in caserma, Stefano riconosce alcuni effetti personali. È lì che arriva la certezza: quel corpo è della figlia. Nel primo pomeriggio il rientro a casa, mentre il sole cala e si accendono le luci sul cortile cementato che circonda la villetta a due piani.

Federica Torzullo, la reazione del papà alla tragica notizia comunicata dal carabiniere

In serata arrivano due carabinieri, sollecitati dall’avvocato per chiedere l’allontanamento di alcune troupe televisive. Appena varcato il cancello, Stefano abbraccia uno dei militari. Si sente un pianto soffocato, parole spezzate dal dolore e dall’incredulità: “Sono distrutto, questo è un incubo”. Poi tutti entrano in casa. Il silenzio torna a riempire lo spazio. Solo sagome controluce si intravedono dietro il vetro zigrinato del portone.

Dopo circa mezz’ora i carabinieri se ne vanno. Anche le luci interne si spengono. Resta il buio, dentro e fuori. Sul portico, intorno alle 18, Stefano si affaccia con il cellulare all’orecchio per parlare con due amiche di famiglia che arrivano poco dopo. Fanno un giro lento intorno alla villetta con una piccola Hyundai bianca, come per controllare la presenza di telecamere. Poi scendono dall’auto e si avvicinano al cancello.

Hanno il cappuccio della felpa calato sulla testa, gli occhi gonfi, la voce rotta. “Siamo due amiche di famiglia, non possiamo dire nulla, stasera parlare non ha alcun senso”. Raccontano anche loro lo shock che attraversa tutta la comunità. “Stefano e Roberta sono distrutti”, aggiunge una, prima che Stefano, dal portico, chieda loro di andare via. “Scusate, è anche grazie al vostro lavoro che è uscita fuori la verità, ma non abbiamo niente da dire, è già stato detto tutto”, spiegano ai giornalisti.

Poi la villetta ripiomba nel silenzio. Qualche luce si accende e si spegne per pochi secondi. Fuori non passa quasi nessuno, anche i vicini evitano di parlare. Eppure i volti tesi e le voci basse raccontano il turbamento di un intero paese, quasi ventimila abitanti affacciati sul lago di Bracciano. Qualcuno passa con il cane, come in una domenica qualunque. “Oggi non è un giorno buono qui ad Anguillara, dopo dieci giornate così siamo tutti stremati”.

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