Isee 2026, cambia tutto: prima casa e assegno unico, cosa c’è da sapere

Nel 2026 cambia il calcolo dell’Isee per milioni di famiglie con figli. La novità non è un nuovo bonus economico, ma una modifica tecnica approvata con la manovra finanziaria: la franchigia sulla prima casa aumenta da 52.500 a 91.500 euro, e la maggiorazione di 2.500 euro per figlio scatta già dal secondo bambino, non più dal terzo. Un intervento che riduce l’Isee e amplia l’accesso a assegno unico, bonus nido, agevolazioni comunali e bollette scontate.

In pratica, ciò che molti chiamano “bonus da 2.500 euro” non è un assegno, ma una deduzione patrimoniale sul valore dell’abitazione principale nel calcolo dell’indicatore. L’Isee, infatti, combina redditi e patrimoni familiari, pesati in base alla composizione del nucleo: più è basso, maggiori sono i benefici. Le nuove regole consentono alle famiglie con due o più figli di abbattere il valore immobiliare dichiarato, ottenendo un indicatore più favorevole.

Nuove soglie e vantaggi per le famiglie numerose
Dal 2026 la franchigia base sale a 91.500 euro, mentre ogni figlio successivo al primo garantisce ulteriori 2.500 euro di sconto. Per esempio, due figli valgono 5.000 euro in meno sul patrimonio, tre figli 7.500, e così via. Nelle grandi città metropolitane – come Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna e Firenze – la franchigia arriva a 200.000 euro per tener conto dei valori immobiliari più alti. Un beneficio che si estende a un’ampia platea di famiglie urbane.

La manovra modifica anche la scala di equivalenza, il parametro che misura il “peso” dei componenti familiari. Per chi ha due figli, il coefficiente cresce di 0,1, mentre con tre figli passa da 0,2 a 0,25. Questo ulteriore correttivo contribuisce a ridurre ulteriormente l’Isee complessivo, rendendo più accessibili gli aiuti economici.

Gli effetti della riforma sono concreti: secondo le simulazioni, l’Isee può calare da 3.000 fino a 9.000 euro, a seconda dell’immobile e della composizione del nucleo. Una coppia con due figli, per esempio, potrebbe scendere da 23.000 a 17.000 euro di Isee, guadagnando circa 90 euro in più al mese per figlio con l’assegno unico. L’aumento annuo supera così i 2.000 euro.

Dal 1° gennaio 2026 le soglie Isee saranno rivalutate dell’1,4% per effetto dell’inflazione. L’importo massimo dell’assegno unico sarà di 203,81 euro mensili per figlio con Isee sotto i 17.468,51 euro, mentre chi supera i 46.230 euro riceverà l’importo minimo di 59,83 euro. Tutte le altre famiglie si collocano in una fascia intermedia, con importi decrescenti in base all’indicatore.

Un Isee più basso apre anche la strada ad altri incentivi: bonus asilo nido fino a 3.600 euro annui per Isee sotto i 25.000 euro, bonus sociale bollette per nuclei con meno di 9.530 euro (o 20.000 con almeno quattro figli), e sconti comunali su mense, trasporti e servizi scolastici. Agevolazioni che alleggeriscono le spese quotidiane dei nuclei più numerosi.

Per usufruire dei nuovi vantaggi serve aggiornare la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu): la franchigia viene applicata solo a chi rinnova l’Isee 2026. Chi mantiene l’indicatore 2025 non vedrà alcuna variazione. Il termine per non perdere gli arretrati dell’assegno unico è fissato al 28 febbraio 2026. Dopo quella data, l’aumento scatterà solo dal mese successivo alla presentazione.

La Dsu può essere compilata in autonomia tramite app Inps, grazie alla versione precompilata che recupera dati da Anagrafe tributaria e INPS, oppure con l’assistenza gratuita di Caf e patronati. Servono i documenti anagrafici e fiscali dei componenti del nucleo, le giacenze bancarie al 31 dicembre 2024 e i valori catastali aggiornati. Chi presenta per tempo potrà così beneficiare subito delle nuove regole Isee 2026, ottenendo importi più alti e un accesso più ampio ai bonus per famiglie.

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