“È CADUTO NELLA VASCA”, MA NON È VERO: UCCISO DI BOTTE DAI GENITORI 

Storie raggelanti, che farebbero venire la pelle d’oca anche a coloro che sono più insensibili. Sono storie in cui si fa fatica a credere perché i carnefici, gli aguzzini, si nascondono, molto più spesso di quanto si pensi, tra le mura domestiche.

Lo abbiamo visto con Elena Del Pozzo, Diana Pifferi, Samuele Lorenzi, Lorys Stival, sino a Sarah Scazzi, che sono i casi di cronaca italiana, tra i più efferati e dal forte impatto mediatico, ma all’estero accade, purtroppo, altrettanto.

Sono proprio le persone di cui i piccoli innocenti si fidano, a compiere su di loro i peggiori massacri, celati dietro versioni meschine, in cui i carnefici parlano di incidenti o tentato di depistare l’accaduto.

Sono storie davvero sconvolgenti, per le quali gli utenti sul web chiedono la pena di morte per l’efferatezza, la crudeltà, con cui si consumano delitti davvero agghiaccianti. 

Ancora una volta vi parlerò di un figlicidio, proveniente dall’Argentina; indice di come questa piaga sociale sia sempre più dilagante evada aspramente combattuta, con rigidi interventi legislativi e pene decisamente più severe. Cerchiamo di ricostruire questa terribile storia che, peraltro, ha un movente davvero assurdo.

Dall’Argentina ci arriva una storia davvero pazzesca, che sembra uscita dalla mente di un regista drammatico. Eppure è cruda, spietata, realtà, riportata dall’autorevole Mirror che, tra i primi, si è occupato del caso. Quello che avete visto in foto si chiama Renzo, un bimbo di 4 anni, massacrato di botte e ucciso dalla madre Victoria Belen Godoy e dal suo patrigno, Luis Alberto Gallo.

I due avevano affermato che il piccolo fosse caduto dalla vasca da bagno ma le cose non sono andate affatto come raccontato dai due. I fatti sono accaduti il 23 dicembre 2022, quando Renzo sarebbe caduto dalla vasca, riportando gravi ferite. Da qui, il trasporto in un ospedale del distretto di Berazategui, nella provincia di Buenos Aires. Purtroppo per il piccolo, giunto in nosocomio, i medici hanno solo potuto constatare l’avvenuto decesso a causa delle profonde ferite che non gli hanno lasciato scampo.

Dall’effettuazione dell’esame autoptico è emersa l’agghiacciante realtà: Renzo è morto per le percosse e sul suo corpicino, che ha parlato, i medici hanno rinvenuto tutto l’orrore di quanto questo bambino ha patito in vita, con segni di lividi legati al pestaggio. Sulla madre e sul padrino, in custodia, pende una gravissima accusa: quella di omicidio, mentre gli inquirenti sono al lavoro per ricostruire l’intera vicenda.

Secondo gli agenti di polizia, il motivo del pestaggio sarebbe sconcertante: Renzo sarebbe stato massacrato di botte, fino all’esito fatale, per aver mangiato dei cioccolati che il presunto omicida aveva portato a casa per farli mangiare ai 5 figli, che vivevano tutti nella loro abitazione, tra cui un neonato di due mesi, due bimbe e lo stesso Renzo, oltre ad un bimbo di 10 anni, frutto di una precedente relazione.

Ovviamente questa terribile tragedia è solo una delle tante che pervadono le pagine di cronaca nera. Ancora una volta, i piccoli, gli innocenti, i fragili, coloro che per età e per ingenuità non possono difendersi, finiscono nelle grinfie dei loro aguzzini. Saranno le indagini in corso a chiarire la dinamica dell’accaduto. 

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