CARABINIERE MORTO, LA SCOPERTA CHOC AL CIMITERO: “VERGOGNA SENZA FINE”

Storie che ci lasciano sgomenti, ma soprattutto rabbiosi, in quanto non c’è più rispetto neanche per la morte. La crudeltà umana si spinge ben oltre quel immaginiamo.

I cimiteri rappresentano i luoghi del raccoglimento, della preghiera, in cui andar a far visita ad un caro defunto, per poterlo sentire più vicino. Si cerca una consolazione nel cuore, in questi luoghi del silenzio.

Dovrebbero essere lontani dalla cattiveria, dai soprusi, eppure così non è, in quanto ci capita di leggere casi davvero indicibili per il ciclo “nemmeno i morti possono riposare in pace”.

Tra le varie cappelle, scorrendo tra le lapidi, che dovrebbero essere visitate non solo nei giorni rossi del calendario o il 2 novembre ma molto più spesso, capita, purtroppo, di imbattersi in qualcosa di atroce.

Stenterete a credere che si tratti di verità ma è quanto accaduto, a fine settembre, in un cimitero di Toscolano Maderno, in provincia di Brescia, lasciando l’intera comunità sotto choc e suscitando profonda indignazione tra gli utenti del web.

I cittadini si sono trovati dinnanzi ad una fese davvero spregevole, apparsa sulla lapide di un carabiniere pugliese, in servizio, fino alla pensione, proprio a Toscolano Maderno. Il carabiniere Raffaele Ferrulli è venuto a mancare, a soli 57 anni, nella primavera del 2021, stroncato dal Covid. Il virus non lo ha risparmiato ed è stato sepolto nel cimitero del Bresciano. Nessuno avrebbe lontanamente potuto immaginare cosa, quest’uomo, ha dovuto patire anche dopo la sua morte. Sulla lapide del povero Raffaele ci si è imbattuti in una scritta a dir poco ignobile: “Bastardo stai bene qua”. Questo ciò che che qualche vandalo ha scritto, senza alcuna pietà e con una spietata crudeltà, sulla tomba del militare, originario di Bari.

Un uomo che, nella vita, ha dovuto affrontare un grande lutto: quello della morte del figlio Mirko, avvenuta nel 2018, quando il ragazzo aveva solo 22 anni ed è stato stroncato da un sarcoma dei tessuti molli. Da allora il carabiniere, che aveva provato sulla sua pelle il peggior dolore che un genitore potesse mai sperimentare, ha speso la sua vita per aiutare coloro che si trovano a dover lottare contro questo mostro, attraverso la fondazione dell’associazione “Mirko Pro Supremo”.

Ferrulli era un uomo generoso, solidale, che non ha mai fatto male a nessuno, anzi, ha solo sofferto. Chi può avergli voluto così tanto male, al punto da compiere quest’atto vandalico? E’ stata la moglie Simonetta, recatasi nel cimitero, a rendersi subito conto della scritta, denunciando ai carabinieri l’accaduto, allo scopo di tentare di individuare colui che si è macchiato di un simile reato. Non si dà pace, Simonetta, anche perché Raffaele era molto stimato nella comunità locale per via del suo impegno nel sociale. Una comunità, quella di Toscolano Maderno, in cui si era integrato perfettamente e si era sentito, sin da subito, accolto, pur provenendo dall’estremo Sud.

Nessuno aveva mai dimostrato, nei suoi confronti, alcun tipo di atteggiamento negativo, anzi, la stessa vedova ha speso solo bellissime parole per i suoi concittadini che si sono mostrati calorosi e accoglienti nei loro confronti. Uno dei fratelli del carabiniere defunto si è lasciato andare ad un duro sfogo nei confronti di chi ha compiuto un gesto così infame, scrivendo:” Questo gesto non è tollerabile e non solo perché era un carabiniere che ha prestato con onore e fedeltà un servizio a tutela della sicurezza dei cittadini”.

Nonostante stiano passando i giorni, e nonostante gli inviti che i familiari del militare morto hanno formulato a chiunque abbia informazioni utili o abbia visto qualcosa, per il momento ancora nessuno si è presentato alla stazione locale dei carabinieri per aiutarli ad intercettare chi ha commesso tale atto vandalico. I social sono pieni dei commenti degli utenti di chi continua a chiedersi chi gli abbia voluto così tanto male, al punto da compiere tale gesto vile e orrendo. I carabinieri hanno l’arduo compito di dover fare chiarezza, ricostruendo quanto accaduto, nonostante nel cimitero non ci siano telecamere per cui il colpevole potrebbe anche non essere mai acciuffato.

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