DETENUTO UCCIDE DUE PEDOFILI IN CARCERE: “HO PENSATO DI FARE UN FAVORE A TUTTI”

C’è chi varca la soglia di un carcere perché ha commesso furti, chi per rapine, chi per omicidi. Tra le mura di un istituto penitenziario accade di tutto. Pestaggi nei corridoi, violenze durante l’ora d’aria.

E ancora, aggressioni. Ma il codice d’onore che vige nelle carceri tra i detenuti prevede punizioni esemplari contro pedofili, stupratori, assassini di bambini, tanto che in molti che si sono macchiati di simili delitti, vengono sorvegliati a vista, h24, per paura di ritorsioni da parte degli altri reclusi.

C’è un episodio che ha diviso in due l’opinione pubblica, come spesso accade quando vengono coinvolti i minori. Si tratta di un fatto accaduto il 29 settembre 2021 che, all’epoca, suscitò un forte clamore mediatico.

Se per alcuni il gesto di un detenuto, che ha ucciso in carcere 2 pedofili, è stato corretto, volto a fare giustizia; per la legge no, tanto che gli è stata comminata una pena severissima.

Ma vediamo, più in dettaglio, quanto accaduto e perché ha innescato tantissime polemiche e critiche tra gli utenti del web che hanno subito commentato la notizia.

Jonathan Watson, detenuto 41enne rinchiuso in una prigione californiana, ha picchiato a morte 2 molestatori di bambini, servendosi di un bastone. I due, massacrati, sono morti dopo poche ore dall’arrivo dei soccorsi. Per nulla pentito, Watson ha dichiarato: “Ho pensato di fare un favore a tutti”, per poi descrivere dettagliatamente cosa è accaduto dietro le sbarre. Un racconto forte, il suo, che invita alla riflessione e che, ancora oggi, a distanza di un anno dai fati, continua a vedere l’opinione pubblica divisa tra suoi sostenitori e suoi retrattori.

Ma cosa è accaduto esattamente al’interno della prigione di Stato del California Substance Abuse Treatment Facility? Watson ha colpito a bastonate il 48enne David Bobb e il 62enne Graham De Luis-Conti. Sin da subito le loro condizioni sono sembrate gravissime. I due hanno riportato profonde ferite alla testa. Tempestivamente soccorsi, sono stati trasferiti in ospedale. Bobb è morto durante il tragitto, mentre Luis-Conti è spirato dopo 3 giorni dall’aggressione.

Watson non ha mostrato alcun rimorso, ammettendo senza farsi alcun problema di averli uccisi. I due pedofili picchiati a bastonate, che sono poi deceduti, stavano scontando l‘ergastolo per aggressione sessuale aggravata nei confronti di un bambino di età inferiore ai 14 anni, mentre Watson era stato condannato all’ergastolo per omicidio di primo grado. Il 41enne,in una lettera all’agenzia stampa, ha spiegato in maniera molto dettagliata l’accaduto.

Quando è stato trasferito in una nuova struttura carceraria, si è trovato al cospetto dei due pedofili e ha subito intuito che se fosse rimasto lì dentro, prima o poi avrebbe potuto farli fuori. Per scongiurare il peggio, per paura, dunque, di non riuscire a tenere a freno i suoi impulsi, Watson ha chiesto immediatamente di essere spostato ma, in attesa di ricevere una risposta affermativa, lo scorrere del tempo è stato solo deleterio, poiché gli ha fatto maturare l’idea, divenuta presto realtà, di uccidere i pedofili con un bastone di un altro detenuto.

“Ho pensato di fare un favore a tutti”. Questo ciò che Watson ha dichiarato. Le autorità non si erano accorte dei pestaggi. E’ stato lo stesso Watson a fermare una guardia carceraria, confessato quel che aveva commesso. E voi, cosa ne pensate? Da che parte siete?

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