II VIRUS È CAMBIATO, I 7 SINTOMI SPIA PER CAPIRE SE SEI POSITIVO

Se pensavamo ad un’estate Covid free, ci sbagliavamo di grosso, dato che il virus continua la sua corsa, seppur tenuto a bada dai vaccini. C’è poco da fare, se non rassegnarsi ad una forzosa convivenza col virus che ha stravolto letteralmente le nostre vite.

Piombato come un fulmine a ciel sereno, da 3 anni ci tiene sotto la sua morsa, con le sue varianti che incutono non poca preoccupazione, dai nomi ispirati alle lettere greche, sino alle più recenti, con nomi derivanti dalla mitologia, un po’ come avviene per il settore meteorologico.

Saranno forse più accattivanti i nomi, faranno più tendenza, ma la paura degli italiani, o quantomeno di una buona parte di noi, è quella di andare incontro a varianti con sintomi più severi.

Se la Omicron 5, pur contagiosissima, non sta arrecando, per il momento, sintomi fortissimi e, tutto sommato, pur non prendendola sottogamba, ce la stiamo cavando in 7-10 giorni di isolamento prima della negativizzazione, cosa ne sarà di noi nei prossimi mesi?

Proprio per rispondere a queste domande, sono in corso una serie di studi e di ricerche riguardanti sintomi e potenziali scenari dell’evoluzione del virus. Vediamo cosa dice uno degli ultimi studi effettuati.

Un nuovo studio dell’Imperial College di Londra, effettuato su più di 1 milione di persone, ha scoperto che, per aiutarci a capire se siamo positivi, dobbiamo osservare la comparsa contemporanea di 7 sintomiSe presenti, tutti assieme, il tampone, nel 70-75%, è positivo.

L’interessante ricerca è stata pubblicata di recente sulla prestigiosa rivista PLOS Medicine ed è stata condotta dagli studiosi dell’Imperial College londinese su 1.147.345 individui. Tutti i dati utili a pervenire all’individuazione dei 7 sintomi sono stati raccolti in 8 cicli di test, effettuati nell’arco temporale che va da giugno 2020 a gennaio 2021, nell’ambito dello studio ‘Real-time Assessment of Community Transmission-1’ (REACT-1).

L’attendibilità dei risultati di questo studio è stata elevata, poiché i risultati dei tamponi effettuati su coloro che si sono prestati alla ricerca sono stati messi a confronto con i sintomi che essi manifestato 1 settimana prima di sottoporsi al tampone. La domanda che sorge spontanea, a questo punto, è : quali sono i famosi 7 sintomi che, presenti tutti insieme, dovrebbero portare un soggetto a sottoporsi a tampone per la diagnosi del Covid?

Eccoli: perdita o cambiamento dell’olfatto, perdita o cambiamento del gusto, febbre, tosse persistente, brividi, perdita di appetito e dolori muscolari. Perdita o cambiamento dell’olfatto, perdita o cambiamento del gusto, febbre e tosse persistente, quindi i primi 4 sintomi elencati, già oggi sono utilizzati nel Regno Unito per poter essere idonei al tampone. Il prossimo step, sempre al fine di monitorare al meglio il virus, controllandone la trasmissione, consiste nel proporre di espandere la lista dei sintomi usati come triage, aggiungendo i sintomi individuati dagli autori di questo nuovo studio.

La prova del nove per verificare se effettivamente si è stati contagiati è il tampone ma se non volete sprecare un tampone che si rivelerebbe, magari, negativo, potete aiutarvi con questi 7 sintomi che, se compaiono tutti insieme, sono, con moltissime probabilità, indice di contagio da Covid. Se, invece, si manifestano singolarmente, non ci sarebbe da allarmarsi perché potremmo essere di fronte ai classici malanni stagionali estivi, legati, ad esempio, ad un colpo di calore, un eccesso di aria condizionata, uno sbalzo termico.

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