Pensioni, cambia tutto: il più grande aumento degli ultimi 40 anni, le nuove cifre fascia per fascia

Le pensioni possono cambiare radicalmente volto. L’importo mensile degli assegni infatti nel 2023 potrebbe cambiare e di molto. Si tratterebbe, secondo alcune stime, dell’aumento più consistente degli ultimi 40 anni. Vi starete chiedendo il motivo di questa impennata degli assegni: l’inflazione. Infatti la rivalutazione degli assegni previdenziali che ogni anno segue il tasso di inflazione dell’anno precedente per l’adeguamento degli importi, nel 2023 subirà parecchie modifiche col segno più. Infatti se nel 2021 l’inflazione stimata è stata dell’1,9 per cento, nel 2022 potrebbe toccare, secondo le prime stime sull’anno in corso della Banca Centrale Europea, almeno il 6,8 per cento. E questa circostanza, come sottolinea Money.it, potrebbe portare a una rivoluzione sugli importi degli assegni.

E dunque ecco alcuni esempi sugli importi mensili: su una pensione di circa 1000 euro potrebbe scattare un adeguamento di circa 68 euro mensili. Un’altra cifra da non dimenticare è invece l’incremento su un assegno medio di circa 2000 euro.

Qui il conto sale e il singolo pensionato, nel 2023, potrebbe ritrovarsi con almeno 136 euro in più mensili. M anon finisce qui. Sempre a gennaio 2023 scatterebbe anche il conguaglio sull’inflazione del 2021. Il tasso su cui sono stati erogati gli assegni in questi mesi è basato sull’1,7 per cento, poi cresciuto all’1,9 per cento. Infine va ricordato che l’inflazione di fatto ha anche conseguenze sui trattamenti previdenziali del futuro: infatti con un tasso alto di inflazione si va a rivalutare il montante contributivo con inevitabili effetti (positivi) sulle pensioni che verranno.

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