Allarme siccità in Italia, la situazione è critica: cosa sta succedendo

A causa delle temperature da record del mese di maggio, il problema della siccità si sta aggravando sempre di più. La mancanza di acqua potabile potrebbe dar luogo a razionamenti in territori solitamente esenti da queste problematiche estive.

Lazio, Lombardia e Veneto sono le regioni più colpite

Il nord Italia sta risentendo pesantemente di questa scarsità di piogge e delle temperature altissime. In Lombardia la situazione è a dir poco drastica: il lago Maggiore, che è prossimo a sfiorare nuovamente il minimo storico dal 1946. Diminuiscono le portate dei fiumi valdostani e del Po, che a Cremona è in condizioni di criticità rossa ed a Pontelagoscuro registra livelli pari a quelli dei giorni più difficili dell’estate 2017. Ha piovuto tanto la scorsa settimana al nord, ma questo a quanto pare, non è bastato. Le riserve idriche restano largamente deficitarie (-51,4% sulla media e -60% sul 2021), così come quelle nivali (-77% sulla media). Il fiume Adda si conferma ai livelli più bassi del recente decennio.

Anche in Piemonte la situazione non è delle migliori. Nelle dighe della Baraggia (Ravasanella, Ostola, Ingagna) mancano circa 4 milioni di metri cubi d’acqua rispetto alla media, queste contengono oggi il 63,24% del volume invasabile. In Veneto, infine, come tutti grandi fiumi del Nord continua a calare il livello dell’Adige, confermandosi ai minimi del recente decennio. In calo anche il Piave.

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I provvedimenti per la situazione della siccità Italia

Il vero problema però è nella regione Lazio, dove la quasi assenza di precipitazioni sta diventando allarmante. I laghi e i fiumi hanno subito un forte calo dell’acqua: sia il Tevere e il Liri, ma anche i laghi di Bracciano e di Nemi. L’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche ha lanciato un vero e proprio allarme. “Se la perdurante condizione di siccità sul Nord Italia ha permesso di concordare azioni di contrasto alle criticità idriche, il repentino precipitare della situazione in Centro Italia obbliga ad interventi d’emergenza”, ha commentato Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue. “Ora bisogna contrastare l’aggravarsi della situazione, ma poi, al più presto, bisognerà dare il via agli interventi infrastrutturali, già finanziati ed in avanzato iter procedurale, capaci di aumentare la resilienza dei territori – ha ammesso Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI -. Al contempo servono decisioni politiche per avviare nuove opere finalizzate ad aumentare le riserve d’acqua di un Paese, dove crescono segnali idricamente allarmanti”.

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