Omicron, scoperta nuova variante in Italia: “non si conoscono le caratteristiche”. Scatta l’allarme

Chi pensava che l’incubo Covid-19 fosse finito, ha assolutamente sbagliato. Il virus è ancora in circolo nel nostro paese e negli ultimi giorni pare siano aumentati addirittura i ricoveri. Nel frattempo è stata scoperta una nuova variante di Omicron e scatta subito l’allarme: “Non si conoscono le caratteristiche“. In questo articolo vi sveliamo ulteriori dettagli. (Continua dopo la foto…)

Cos’è la variante Omicron

Omicron è una variante del beta coronavirus SARS-CoV-2, morbo letale che da oltre due anni segna le nostre vite. La variante Omicron è stata rilevata per la prima volta in Botswana il 9 novembre 2021. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) l’ha subito classificata come VOC, ovvero variante preoccupante, e nominata con la lettera greca omicron.

La variante è stata classificata come “preoccupante” per l’insolito numero altissimo di mutazioni, molte delle quali sono nuove o colpiscono il peplomero, conosciuto come proteina spike. Il numero alto di mutazioni rende difficile capire la trasmissibilità e l’efficacia del sistema immunitario o dei vaccini contro di essa.

Quando ha iniziato a diffondersi in tutto il mondo, i vari pesi hanno messo in atto a livello internazionale diverse restrizioni all’ingresso per i viaggiatori provenienti dai paesi in cui è stata rilevata, al fine di limitarne la diffusione. Nonostante ciò, la variante era presente in tutto il mondo a metà dicembre, diffondendosi a un ritmo senza precedenti secondo l’OMS e ECDC. (Continua dopo la foto…)

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La nuova scoperta in Italia

È stata scoperta una nuova variante di Omicron, diversa dalle precedenti “Xe” e “Xj”, in Italia. La variante è stata sequenziata dal Laboratorio di genetica, citogenetica e diagnostica molecolare dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre, in provincia di Venezia. In realtà non si tratta di una vera e propria variante, bensì di una ricombinazione delle sotto-varianti di Omicron BA.1 e BA.2.

Il campione – come spiegato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezia – è stato prelevato a marzo da un paziente della provincia lagunare e ad inizio aprile sono stati rilevati altri due casi in provincia di Venezia e Padova. In una nota dell’Istituto poi si legge: “È stato poi un lavoro di squadra tra i gruppi di lavoro dell’ospedale di Mestre, dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) e dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) a confermare, mediante analisi bioinformatiche, l’evento di ricombinazione che è avvenuto tra le varianti di Omicron BA.1 e BA.2. Non si conoscono le caratteristiche fenotipiche del ricombinante identificato in Veneto perché ad oggi è stato caratterizzato solo geneticamente, e la continua sorveglianza genetica sarà strategica per capire l’eventuale diffusione del virus sul territorio regionale”.

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