Ucraina, allarme in Svizzera: “Fate scorte di cibo, 9 litri d’acqua”. Ecco come attrezzarsi in caso di disastro nucleare

Quanto accaduto alla centrale nucleare di Zaporizhzhya, in Ucraina, e il continuo attacco dei russi agli impianti risveglia l’incubo nucleare in tutta Europa. E il fatto che la minaccia sia seria lo conferma quanto fatto dalla Svizzera, che ha appena pubblicato online le linee guida del proprio piano di prevenzione per la protezione della popolazione in caso di conflitto nucleare, a seguito delle numerose domande ricevute da parte dei cittadini sul tema.

Insomma, un piano che mette nero su bianco tutte le misure da adottare in caso di emergenza. Comunque sia, il governo ha spiegato che “in relazione alla situazione attuale, non vi sono scenari che rendano necessaria la distribuzione o l’assunzione delle compresse allo iodio. Attualmente la Confederazione rinuncia pertanto a ordinare misure di protezione previste per il caso di conflitto nucleare”. Eppure, il vademecum è online.

Il governo svizzero, così, ha avvertito il popolo che in caso di allerta la popolazione deve poter provvedere al proprio sostentamento per diversi giorni senza aiuti esterni. Per questa ragione, l’Ufficio federale per l’approvvigionamento economico del Paese (Ufae) ha raccomandato agli svizzieri di avere scorte d’emergenza sufficienti per una settimana. Nel dettaglio si tratta di alimenti a lunga conservazione e nove litri d’acqua per persona, oltre ai principali medicinali.

In caso di pericolo concreto e imminente, le autorità svizzere hanno spiegato che allerteranno la popolazione per mezzo delle sirene, per poi diramare via radio e tramite un’app dedicata le istruzioni comportamento. La app si chiama Alertswiss e l’Ufpp ha raccomandato a tutti i cittadini di installarla sul proprio smartphone. E ancora, in caso di grave incidente in una centrale nucleare con fuoriuscita di iodio radioattivo verranno distribuite compresse di iodio a chi abita in un raggio di 50 chilometri dalle centrali nucleari.

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