BOTTIGLIE DI CHAMPAGNE CONTAMINATE: UN PICCOLO SORSO POTREBBE ESSERE FATALE

La sera del 14 febbraio, nel giorno di San Valentino, dedicato per antonomasia agli innamortati, nel lounge,bar, ristorante tedesco La Vita” di Weiden nell’Oberpfalz di proprietà di Marcello De Vita, un gruppo di frequentatori abituali, 5 uomini e 3 donne, di età compresa tra i 33 e i 52 anni, ha deciso di festeggiare, brindando con dello champagne, la fine dell’obbligo di chiusura dei locali alle 22. 

Ma quella che doveva essere una serata all’insegna della baldoria per la fine delle limitazioni, si è trasformata, in men che non si dica, in tragedia, dato che, nell’assaggiare la bevanda, gli avventori non hanno fatto in tempo a constatare che fosse schifosa, che sono piombiati a terra con crampi violenti e un 52enne è persino morto la stessa notte.Le altre sette vittime hanno scampato il serissimo avvelenamento. 

Dalle analisi è emerso che la bottiglia stappata conteneva una notevole concentrazione di MDMA, cioè Ecstasy. Dalle indagini effettuate dagli inquirenti è emerso che la bottiglia da tre litri di Moët & Chandon Ice Impérial è stata impiegata come veicolo per lo spaccio di droga anche se, dopo le perquisizioni e l’arresto temporaneo di una persona, non c’è stata nessuna significativa svolta nelle indagini. 

Tempo dopo però, si è scoperto che una bottiglia di Moët & Chandon Ice Impèrial Jéroboam, imbottigliata secondo il produttore nel 2017 ad Epernay (Francia) con il numero di serie LAJ7QAB6780004, era stata venduta tramite e-bay in Olanda. Due anni dopo un collezionista l’avrebbe ricomprata attraverso la stessa piattaforma per la sua raccolta personale e da lì sarebb giunta, apparentemente intatta ed imballata, nonostante il sughero non fosse più quello originale, nel locale di Weiden. Proprio in Olanda adesso si è registrato un nuovo episodio di avvelenamento di 4 persone che hanno stappato una bottiglia Moët & Chandon Ice Impérial di tre litri della stessa partita; anch’essa reperita su e-bay.

Il Procuratore tedesco Gerd Schäfer, incaricato del ramo di indagini per il caso di Weiden. ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. Nelle indagini, oltre alla polizia criminale tedesca, è stata adesso coinvolta anche l’Europol. Si cerca di ricostruire tutta la strada di commercializzazione delle bottiglie rinvenute sia in Germania che in Olanda, per verificare dove e come siano state manipolate e dove si sia rotta la catena degli spacciatori, facendo sì che venissero reimmesse in commercio.

L’Autorità olandese per la sicurezza degli alimenti e dei beni di consumo ha emesso un avviso ufficiale, allertando i consumatori del pericolo di “droghe in nobile vino spumante”. Lo stesso produttore ha sottolineato che si tratta di un problema di criminalità. Intanto proseguono le indagini, congiunte della polizia olandese e di quella tedesca, per capire se sul mercato ci sono altre bottiglie manomesse, prima che possano provocare altre vittime. 

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