Russia-Ucraina: la guerra è cominciata, missili su Kiev. L’Italia rischia conseguenze economiche

Quello che si temeva, purtroppo, è accaduto. Dopo giorni, anzi settimane di tensione, il governo russo presieduto dal Presidente Vladimir Putin ha attaccato in maniera massiccia, e da più fronti, il territorio nazionale ucraino. Quando a Kiev erano le 6:00 del mattino Putin ha comunicato l’inizio dell’attacco russo. Dopo pochissimo tempo nelle principali città ucraine si sono udite delle esplosioni, provocate dai bombardamenti. Al momento il bilancio parlerebbe già di centinaia di vittime e feriti.

Ed è raggellante il discorso che Putin che ha tenuto in queste ore, discorso rivolto soprattutto all’Occidente e ai suoi alleati. “Se intervenite ci saranno conseguenze mai viste nella storia” – così ha affermato senza remore il Presidente russo, che ritiene di aver dovuto sferrare l’attacco per proteggere la repubblica separatista appena riconosciuta del Donbass. Sono quindi falliti i tentativi della diplomazia internazionale di evitare un conflitto o l’aggressione dell’Ucraina da parte della Russia. La Nato ha ribadito il suo sostegno al popolo ucraino. Ma ora che è cominciata la guerra quali potrebbero essere gli scenari e soprattutto le conseguenze per l’Italia?

Le conseguenze
Ora che l’Ucraina è stata attaccata dalla Russia è prevedibile che l’Occidente, Unione Europea inclusa, reagisca in primis con altre sanzioni nei confronti di Mosca. Già ieri sia l’Unione Europea che gli Stati Uniti d’America hanno emanato un primo pacchetto di sanzioni contro la Russia, sanzioni che adesso potrebbero anche riguardare il settore energetico.

“Al momento una valutazione sull’impatto quantitativo delle eventuali sanzioni ancora non c’è ma si sa che certe sanzioni avrebbero più impatto sull’Italia e meno su altri Paesi” – così ha spiegato ieri il Premier italiano, Mario Draghi. Adesso che il conflitto è cominciato si teme soprattutto per il gas, in quanto è l’unica fonte che il nostro Paese possiede, non avendo nucleare e carbone a propria disposizione.

Il problema dell’approviggionamento del gas per il momento non si pone, ma quasi sicuramente il conflitto in corso porterebbe ad un aumento ancora maggiore dei costi, che avrebbe un impatto devastante sia nei confronti dei cittadini che delle imprese, che potrebbero trovarsi in seria difficoltà con bollette salatissime.

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