Lutto nel giornalismo italiano, in tanti a ricordarla anche per il suo ruolo pubblico

Lutto nel giornalismo, è morta ad Ancona, nel quartiere Archi, dove abitava, Emma Ratti. La giornalista avrebbe compiuto 73 anni il 10 febbraio. La professionista era l’ex moglie di Mariano Guzzini, scrittore, già assessore alla Cultura e poi presidente della Provincia di Ancona e del Parco del Conero. Per tanti anni, la Ratti, era stata la portavoce dell’ex presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca. Tanti i messaggi di cordoglio per la donna, tra cui quelli di Spacca: “Emma ha deciso che in questa esistenza non ci fosse più nulla che la sua innata curiosità potesse sperimentare”.

E ancora l’ex datore di lavoro di Emma Ratti: “Così se ne è andata, come ha fatto tante volte nella sua vita, come quando si ritirò per alcuni mesi in un isola tra Francia e Inghilterra, sulla Manica, lasciandomi senza ‘voce’”. “Non era mai conformista, banale e stereotipata – aggiunge Spacca -. Non esistevano standard, prototipi o rigidità. Solo creatività, fantasia e ironia. Luci da sperimentare, mai ombre in cui incupirsi”.

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“Un mondo forse troppo diverso dall’attuale realtà. Ci siamo lasciati a Capodanno con un grande abbraccio. Non avrei mai immaginato che sarebbe stato l’ultimo in questa vita”. Ma quello di Emma Ratti non è il solo lutto nel giornalismo di oggi. Nelle stesse ore si piange anche la scomparsa di Cesare De Agostini, l’uomo aveva 80 anni.00:00/00:00

Giornalista della Gazzetta di Mantova, è stato uno dei più noti scrittori d’automobilismo. Come è ben noto, i suoi volumi sono stati selezionati sei volte per il Premio Bancarella Sport, vinto nel 1983 con “È questione di cuore”, la vita di Clay Regazzoni, il campione svizzero al quale un incidente tolse l’uso delle gambe. Il libro vinse pure, il Premio CONI.

Un altro nome celebre oltre a Emma Ratti quindi. De Agostini ha firmato anche un altro grande successo: “Gilles Vivo”. Il romanzo di Gilles Villeneuve. Tre dei suoi libri sono stati dedicati a Tazio Nuvolari, il “mantovano volante”. Un momento terribile per il mondo del giornalismo italiano.

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