Bimba di 15 mesi abbandonata dai genitori in Ucraina: la Procura di Novara apre un fascicolo d’inchiesta

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Sulla vicenda della bambina di 15 mesi abbandonata dai genitori italiani in Ucraina, ora si muove anche la Procura. La coppia ha portato avanti l’iter di maternità surrogata, ma poi ha deciso di non prendere in affidamento la bambina, italiana a tutti in effetti dopo il riconoscimento. La piccola ora è affidata ad un’altra famiglia, ma si indaga sul caso.

Bimba nata da maternità surrogata e abbandonata dai genitori in Ucraina: il caso

Secondo quanto riportato da Ansa, la vicenda riguarda una coppia di genitori che ha deciso di ricorrere alla maternità surrogata per avere un bambino.

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La coppia avrebbe scelto una donna in Ucraina per portare avanti la gravidanza sfruttando il seme dell’uomo, ma quando poi la bambina è nata sarebbero cambiate le cose. Benché ci sia stato infatti un primo riconoscimento – procedura che ha reso a tutti gli effetti italiana la piccola – la donna della coppia avrebbe cambiato idea e quindi i due avrebbero abbandonato la bimba di ormai 15 mesi in Ucraina.

Una vicenda che ha turbato buona parte dell’opinione pubblica e anche le Procure: non solo quella dei minori diretta da Emma Avezzù, ma ance quella di Novara e il suo procuratore capo Giuseppe Ferrando.

Si apprende infatti che si è deciso di aprire un fascicolo d’indagine. Al momento però non ci sono né indagati: si tratta di un “modello 45”, procedura che non prevede neppure ipotesi di reato.

Bimba di 15 mesi abbandonata in Ucraina, la piccola è tornata in Italia

Il lavoro delle Procura si muove in due direzioni: da un lato capire se dietro al suo abbandono ci siano possibili reati (la coppia è già stata sentita), dall’altro mettere al sicuro la bimba in questione.

Il tribunale per i minori di Torino ha avviato le procedure di adozione della piccola, nel frattempo portata in Italia grazie ad un’operazione gestita dallo Scip (il Servizio per la cooperazione internazionale di polizia) e la magistratura. La bimba di 15 mesi ora è in affido ad un’altra coppia non residente a Novara e gli stessi avrebbero già trovato una babysitter madrelingua per aiutare la bambina e non traumatizzarla troppo dopo il passaggio dall’Ucraina all’Italia.

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