Bambino di 11 anni chiede aiuto ai carabinieri e racconta cosa succede a casa: “Mi picchiano con violenza”

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Da Roma arriva la dolorosa storia di un bambino rom, di appena 11 anni, che si è rivolto ai carabinieri della caserma di San Basilio per chiedere aiuto. Si sarebbe presentato agli agenti coperto di lividi e segni di violenze.Afghanistan, 211 afgani evacuati ieri da Kabul a FiumicinoVideo Player is loading.PauseUnmuteCurrent Time 0:00/Duration 0:58Loaded: 10.25% Fullscreen

Bambino chiede aiuto ai carabinieri: “mi mena in testa

Mi picchiano con violenza. Da 4 anni. Ora basta, prendeteli“. Secondo Tgcom24, sono queste le parole che il bambino avrebbe rivolto ai carabinieri una volta in caserma. “La mamma mi picchia se mi addormento” avrebbe aggiunto, raccontando la sua quotidianità senza scuola ma costellata di violenze: “Mia madre mi mena in testa e dietro la schiena se mi rifiuto di andare a cercare il ferro e il rame in giro per i cassonetti, e se non porto i soldi a casa“.

I fatti risalgono a inizio agosto ma sono stati resi noti solo nella giornata di ieri.

I medici del pronto soccorso avrebbero trovato riscontro nei lividi in varie parti del corpo del bambino. La madre, una 37enne, ora si troverebbe nel carcere di Rebibbia per maltrattamenti e lesioni aggravati su minorenne, con la complicità degli altri figli.

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La famiglia vive nel campo rom abusivo a Tor Sapienza. Le indagini starebbero proseguendo per accertare altri eventuali reati da imputare alla donna, tra cui l’aver impedito al bambino di frequentare la scuola dell’obbligo. Leggo riporta come, durante l’audizione protetta con una psicologa, il ragazzino avrebbe raccontato di voler continuare a frequentare la scuola dopo la quinta elementare. Tuttavia la madre non glielo avrebbe permesso.

Bambino picchiato, ora si chiede di “accertare la presenza di situazioni simili

La condanna della vicenda e la vicinanza al bambino è stata unanime da ogni parte politica.

In particolare Licia Ronzulli, Presidente della commissione parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza, intende fare chiarezza sull’accaduto. In una nota ha definito “raccapricciante” la vicenda perché nega “l’infanzia, la scuola, la spensieratezza e lo svago a un bambino. Mi auguro – ha aggiunto – che a seguito dell’arresto della donna disposto dal gip la magistratura indaghi velocemente su quanto accade al campo rom abusivo di Tor Sapienza, dove il piccolo vive con la famiglia, per accertare l’eventuale presenza di altre situazioni simili. Non c’è scusa che tenga, tutti i minori devono vedere garantiti i propri diritti, al di là dell’etnia, di tradizioni specifiche e dei retaggi culturali di ciascuno“.

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