Italia, forte scossa di terremoto: gente in strada

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Domenica mattina movimentata quella di oggi a Reggio Calabria a causa di una scossa di terremoto di 2.9 gradi che ha colpito il capoluogo calabrese attorno alle 10.50. L’epicentro della scossa è stato individuato in mare, tra Reggio Calabria e Messina, proprio in mezzo allo stretto, a una profondità di 8 km.

Le persone, sia nel centro calabrese, sia in quello siciliano, hanno avvertito distintamente la terra muoversi per alcuni secondi: “Io sono al primo piano e l’ho sentita molto bene” scrive un utente su Twitter.

La domenica è stata caratterizzata da una temperatura elevata per il periodo, ben oltre i 20 gradi. La popolazione ha avvertito il movimento sismico sia nelle abitazioni, sia per strada.

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Domenica mattina di paura tra Reggio Calabria e Messina quella del 7 novembre. In un mattinata caratterizzata da un insolito caldo a novembre, le due città hanno avvertito distintamente gli effetti di una scossa di terremoto.  La percezione è arrivata sia in strada che nelle abitazioni.

Mancavano dieci minuti alle 11 quando la terra ha iniziato a tremare.  Il fenomeno tellurico ha avuto un’intensità di Magnitudo 2,9  ed ha avuto luogo in pieno Stretto ad una profondità di 2,9 chilometri.

In base ai dati INGV, la scossa di Reggio Calabria è stata del 4° grado Mercalli che corrisponde alla seguente descrizione: “Avvertita da molte persone; tremito di infissi e cristalli, e leggere oscillazioni di oggetti appesi“.

Non sono segnalati danni e giova precisare che non c’è alcun legame tra le scosse sismiche e le condizioni meteorologiche. Il presunto legame tra “caldo e terremoti” è soltanto un antico luogo comune che la scienza ha già ampiamente sfatato. Molti grandi terremoti si sono verificati durante ondate di gelo e neve, così come nei giorni più caldi della storia non ci sono stati terremoti significativi. Nel caso di oggi a Reggio Calabria si tratta di una semplice casualità (tuttavia il sisma è stato a Reggio, ma fa caldo anche in tante altre località d’Italia). Faceva freddo e pioveva anche all’alba di quel drammatico 28 dicembre 1908 quando il terremoto più distruttivo della storia d’Europa uccideva oltre centomila persone tra Reggio e Messina.

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