“Saman è morta”. La confessione della mamma: “Ecco dove si trova il corpo”

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La trasmissione “Fuori dal Coro” ha raccolto la testimonianza dell’amico di Saman. Si cerca il corpo della 18enne pakistana nel fiume Po. “Saman è morta e si trova in Italia”. A rivelarlo è il miglior amico della 18enne pakistana nel corso del programma televisivo “Fuori dal Coro”, in onda da martedì 7 settembre su Rete 4. Secondo quanto dichiara il giovane sarebbe stata Nazia Shaheen, madre di Saman, a confermare la pista delittuosa spiegando che a uccidere la figlia sia stato “suo zio”.

Ora, si cerca il corpo della ragazza nel fiume Po. Saman “è morta”. Lo avrebbe confidato a un amico della 18enne Nazia Shaheen che, assieme al marito Shabbar Abbas, è ritornata in Pakistan dopo che il tribunale di Reggio Emilia ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato per omicidio premeditato e occultamento di cadavere.

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Secondo gli inquirenti emiliani, infatti, entrambi i coniugi avrebbero avuto un ruolo nella pianificazione del delitto anche se, precisano nelle pagine del faldone giudiziario, a uccidere la ragazza sarebbe stato lo zio Danish Hashnain coadiuvato nelle successive operazioni di seppellitura della salma dai due cugini della ragazza, Ikram Ijaz e Nomanulhaq Nomanulhaq. In una chat con la giornalista di “Fuori dal Coro”, Carmen La Gatta, l’amico di Saman avrebbe confermato la pista delittuosa sostenendo di avere raccolto la confessione di Nazia Shaheen sul drammatico esito della vicenda.

“Seppellita in Italia”

L’indiscrezione raccolta dalla redazione del programma di Rete 4 avvalora anche l’ipotesi dell’occultamento di cadavere, già suffragata da numerosi elementi indiziari. In primis, il video in cui si vedono alcuni membri del clan Abbas – verosimilmente i due cugini e lo zio coinvolti nelle indagini – aggirarsi nelle campagne di Novellara, con tanto di attrezzi agricoli al seguito (una pala, un secchio, un piede di porco e un telo azzurro), la sera precedente al delitto.

Poi ci sono le dichiarazioni di Alì, il fratello minore di Saman, che avrebbe confermato la dinamica omicidiaria attribuendo allo zio Danish la paternità del delitto. Il 16enne, ritenuto un teste “attendibile”, ha precisato nel corso dell’interrogatorio che Hashnain si sarebbe offerto di traslare il cadavere a Guastalla e, se necessario, di farlo “a piccoli pezzi”.

La rivelazione dell’amico di Saman rafforza il quadro probatorio. La salma della giovane pakistana, a detta del ragazzo, si troverebbe “in Italia”, motivo per cui le ricerche saranno estese anche al fiume Po. Ma c’è chi giura che la 18enne sia “ancora viva”. Si tratta di un altro parente degli Abbas che punta il dito contro i media italiani: “solo bugie”, dice. La verità sembra ancora molto lontana ma il movente resta certo: un delitto d’onore.

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