Caso Denise Pipitone, ritrovata auto abbandonata e bruciata: accertamenti in corso

Durante la puntata del 21 maggio de “La Vita in Diretta” il conduttore Alberto Matano torna a parlare del caso della scomparsa di Denise Pipitone. A Mazzara Del Vallo, in provincia di Trapani, sono in corso delle verifiche su una macchina data alle fiamme.

Un’automobile di colore blu è stata ritrovata in una via poco trafficata di Mazzara Del Vallo. La macchina è stata data alle fiamme e potrebbe essere la stessa auto blu avvistata dall’anonimo che ha inviato una lettera all’avvocato di Piera Maggio (mamma di Denise Pipitone ndr) con a bordo tre uomini e la bambina. Denise Pipitone, l’auto bruciata e abbandonata potrebbe essere quella segnalata dall’anonimo. L’anonimo non aveva dubbi: “Ho visto un’auto scura che sfrecciava su una via molto trafficata di Mazzara Del Vallo. Sono sicuro al 100%, su quella macchina c’era la piccola Denise Pipitone. Parlo solo adesso perché ho avuto paura“.

L’automobile avvistata dall’anonimo potrebbe essere quella carcassa abbandonata e data alle fiamme. In questo momento gli inquirenti stanno facendo le verifiche del caso ma intanto proviamo a ricostruire con esattezza l’accaduto. Una lettera anonima di tre pagine inviata da un testimone oculare dopo 17 anni di silenzio all’avvocato Giacomo Frazzitta e alla redazione del programma televisivo “Chi l’ha visto”. Non ha parlato prima per paura ma quello che i suoi occhi hanno visto e tenuto segreto dal primo settembre del 2004, giorno in cui la piccola Denise Pipitone sparì, è un ricordo nitido e un’immagine indimenticabile.

La bambina scomparse intorno alle 12.30 dalla casa della nonna in via Domenico La Bruna a Mazzara del Vallo, in provincia di Trapani. Il testimone racconta di aver visto una macchina scura sfrecciare su una via molto trafficata della cittadina siciliana e toccargli lo specchietto. Non ha dubbi: lì c’era Denise. In quell’istante la persona che scrive, rimasta muta per 17 anni, ha scritto di aver visto una bambina piangere e chiedere della sua mamma. Dopo poche ore le foto di quella bimba sparita nel nulla sono finite su tutti i giornali.

Le verifiche sono in corso a cominciare dall’automobile data alle fiamme ritrovata poche ore fa in una strada di campagna della piccola città siciliana. “Nel 2008 quando ero in Procura – dice l’ex procuratore di Marsala Di Pisa ospite in trasmissione – di lettere anonime ne arrivavano tre o quattro la settimana. Naturalmente sono stati fatti tutti i riscontri che hanno dato esito negativo. Per quanto riguarda la lettera ricevuta dall’avvocato Frazzitta posso dire che non ne conosco il contenuto ma se contiene degli elementi concreti che possono costituire un input per le indagine ben venga. Se l’anonimo non si presenta e non conferma quello che ha dichiarato è chiaro che quella missiva potrà avere un utilizzo molto limitato a meno che non fornisca elementi concreti che consentono di risalire a delle prove vere e prove“.

Durante la puntata del programma di Rai Uno Alberto Matano fa una domanda specifica all’ex procuratore Di Pisa: perché sono state fatte delle indagini su Piera Maggio? “Io non ho fatto alcuna indagine nei suoi confronti, non capisco da dove nascono queste voci. Non è vero – risponde l’ex procuratore – non c’era motivo. Non posso fornire elementi concreti ma ho sempre avuto la personale sensazione che Pietro Pulizzi nasconda qualche cosa. Ovviamente non sono in grado di dire cosa ma è solo una sensazione di pelle. L’unica volta che ho sentito Piera Maggio è stata solo quando è venuta a fare una denuncia dicendo che riceveva telefonate anonime. Io ho fatto delle indagini sui tabulati e si è scoperto che il numero di telefono era quello del Pulizzi che chiamava la Maggio per motivi di gelosia“.

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