Viviana e Gioele, emersi nuovi sconcertanti elementi dai denti

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Un giallo irrisolto, quello della morte di Viviana Parisi e del piccolo Gioele, avvenuto lo scorso agosto nelle campagne di Caronia. In questi mesi diverse sono state le perizie che i consulenti della famiglia e della Procura di Patti, che segue le indagini, hanno effettuato sui resti trovati a distanza di giorni. L’ultima versione è quella che arriva dalla relazione presentata alla Procura di Patti dai legali di Daniele Mondello, gli avvocati Claudio Mondello e Pietro Venuti.

Secondo i consulenti degli avvocati di Daniele Mondello, Viviana e Gioele sarebbero precipitati all’interno di un invaso nelle campagne di Caronia che contenesse circa 50 centimetri d’acqua. Poi i due corpi, in tempi diversi, sarebbero stati estratti dal fondo dell’invaso. Giallo di Caronia, i consulenti della famiglia: “Tracce di una sostanza rosa sui denti di entrambi”. Le parole di Claudio Mondello, avvocato della famiglia di Daniele Mondello:

“Il mese scorso abbiamo presentato una relazione dei nostri consulenti tecnici di parte che ringrazio, Professore Lavorino e il medico Antonio della Valle, in cui emergono due nuovi elementi. Entrambi i cadaveri presentano lesività compatibili con precipitazione. L’altro elemento – continua il legale – è la presenza di una sostanza rosacea nei denti di entrambi i cadaveri, sia di Viviana che in Gioele, la quale si produce esclusivamente per asfissia da immersione di un liquido, quindi sono caduti all’interno di un recipiente che contenesse circa 50 centimetri d’acqua. Teniamo presente che questi cadaveri sono distanti l’uno dall’altro 1 km e che nel luogo dove viene rinvenuto Gioele non ci sono tralicci.

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Questi due nuovi elementi – aggiunge l’avvocato – sono stati presentati alla Procura che avrebbe condiviso delle conclusioni entro la fine del mese scorso ma ha deciso di prendersi ulteriore termine di circa un mese per analizzare questi nuovi elementi che abbiamo posto all’attenzione.  Tali elementi – continua l’avvocato – fanno riferimento a un intervallo di tempo diverso che è detto tecnicamente “perimortem” cioè gli ultimi istanti di vita. L’aggressione dei cani rimane confermata dai seguenti elementi: lesività, compatibili con morso di cane.

Nel cadavere di Viviana ci sono due buchi tra il polpaccio e la caviglia che attestano realisticamente la presenza di un morso di cane. Li ha visti anche l’ultimo medico nonostante il cadavere fosse ormai saponificato perché, da quando abbiamo fatto l’istanza a quando ci hanno consentito di vederlo, sono passati 120 giorni e il cadavere nel frattempo si era saponificato e poi perché le ossa di Gioele non sono schiacciate, quindi questo denuncia l’azione di canidi non di suini.  Tutti i cani presenti nella zona erano sprovvisti di microchip e tutti avevano libero accesso nelle campagne di Caronia. Questo spiegherebbe perché il territorio ha agito nell’immediatezza. Aggressione ad opera di cani e allarme, poiché i cani danno l’allarme subito e le azioni del territorio, in questo caso, la traslazione dei corpi lì dove li dobbiamo rinvenuti”.

Una serie di interrogativi sono arrivati sul tavolo del Procuratore Capo di Patti, Angelo Cavallo, adesso sarà al vaglio degli investigatori che da mesi stanno cercando di ricostruire cosa sia accaduto la mattina del 3 agosto, da quando Viviana Parisi ed il figlio hanno lasciato l’auto in autostrada, scavalcando il guardrail. Il legale: “È impossibile che Gioele si sia gettato da un traliccio che in quella zona non c’è, poiché è stato rinvenuto in aperta campagna. Come mai anche Gioele ha lesività compatibili con precipitazione? Come si spiega questa sostanza nei loro denti dato che non c’era nessuno invaso?

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